Seminare l’indivia capellina

La capellina è un tipo di indivia riccia, che può essere seminata come tutte le indivie da marzio a ottobre e anche oltre nelle zone più calde. I semi sono molto fini come tutti quelli delle insalate, quindi va seminata a spaglio in file o in aiuole e poi diradata quando le piantine sono alte almeno 2 cm.

Ben pochi ormai seminano le in salate direttamente in terra, e ogni hobbysta sa che la semina in vivaio, in vasetti singoli, consente di realizzare numerosi vantaggi tra i quali ricordo:
-un minor spreco di seme;
-un controllo localizzato della salute delle piantine, dello sviluppo di erbe infestanti, ecc;
-un trapianto con una percentuale di successo pari praticamente al 100%;
l’ottenimento, con piantine trapiantate, di filari più regolari, senza mancanze;
la possibilità di pacciamare i filari con telo plastico nero al fine di evitare la crescita di infestanti.

Diradare le piantine nei vasetti lasciando slo la migliore. Quando sono alte almeno 7-10  cm le piantine si possono trapiantare
 

Penso che tutti questi motivi siano sufficienti ad indurci a pre-coltivare le piantine in vivaio, in vasetti singoli, da trapiantare quando avranno raggiunto l’altezza di 7-10 cm circa.

I vasetti per la semina possono essere contenitori di ogni tipo. In commercio si trovano contenitori degradabili di torba pressata, o vaschette alveolari da 10-20 posti anche di plastica o di polistirolo. Molti hobbysti preferiscono risparmiare usando i bicchierini di plastica da caffè, come faccio anche io in questo post

Di qualunque tipo siano i contenitori che usiamo, vanno riempiti di terriccio moderatamente pressato fino a 1 cm circa dal bordo.

Si può usare il terriccio da giardino integrale oppure miscelato al 50% con terra normale, se questa non è eccessivamente sabbiosa; in tal caso ridurre la percentuale altrimenti i vasetti farebbero fatica a mantenere l’umidità necessaria allo sviluppo dei semi.

Sul terriccio pressato depositate un pizzico di semente, (diciamo dai 5 ai 10 semi) per essere sicuri che almeno qualcuno germini. Le eventuali piantine nate in sovrappiù verranno eliminate più avanti.

Deporre da 5 a 10 semi in ogni contenitore
 

Ora ricoprite i semi con un paio di millimetri di terriccio, e pressate bene in modo che tutti i semi risultino sotterrati a una profondità non eccessiva. La profondità esatta dovrebbe aggirarsi attorno al millimetro. Per pressare correttamente il terriccio che copre i semi non pressate con le dita, ma con un altro bicchierino riempito di terra normale o con un altro attrezzo tondo del diametro piùo meno simile a quello dell’imboccatura del bicchierino.

La prima innaffiatura dovrà essere abbondante ma leggerissima, per evitare che l’acqua cadendo scalzi i semi dalla legger copertura e li porti in superficie. Quindi innaffiate usando uno spruzzatore in gradi di polverizzare l’acqua; i vasi non dovranno essere investiti da getti di acqua ma da goccioline il più fine possibile.

Non esponete i vasi al sole, perché se la crosta superficiale secca troppo i semi muoiono. Fino a quando non saranno emerse le piantine è preferibile tenere coperti i vasetti anche con un telo plastico, trasparente o nero non importa; dopo la nascita però potete continuare a coprire ancora qualche giorno ma con telo trasparente. Se il clima volge al freddo coprite sempre di notte.

Innaffiate ogni volta che è necessario per mantenere il terreno appena umido: normalmente, una volta al giorno.

Coprire i semi con 1 o 2 mm di terra, pressate, innaffiate nebulizzando e marcate il contenitore con un cartellino che indichi il tipo di semina e la data. L’emersione delle piantine richiede dai 7 ai 15 giorni.
 

DIRADAMENTO

Quando le piantine più alte avranno raggiunto una altezza minima di due centimetri eseguite il diradamento lasciando ogni vasetto due sole piantine, le più belle. Dopo un’altra settimana circa completerete il diradamento lasciando una sola piantina per ogni vasetto

 

CONCIMAZIONE

Le piantine piccole possono essere concimate ma con grande prudenza. Potete usare nel vostro vivaio i fertilizzanti liquidi azotati (sangue dui bue, guano, ecc.) però nella diluizione usate solo un terzo della dose indicata. (se la dose è di un tappo ogni due litri, usate un tappo per sei litri o il 30% di un tappo per due litri), In questo modo potete fertilizzare ogni sette giorni circa.

 

TRAPIANTO

Al momento del trapianto, per facilitare l’estrazione del pane di terra intero dal bicchierino, non innaffiate per un paio di giorni. Trapiantate le piantine sotterrandole esattamente fino al colletto così come erano nel vasetto: il colletto della piantina non va sotterrato né lasciato troppo sporgente. Comunque al momento del trapianto create con le nocche un piccolo avvallamento di un centimetro, che servirà per la innaffiatura localizzata delle piantine i primi tempi della loro permanenza in terra, finché le radici non si saranno ambientate e cominceranno a correre.

Subito dopo il trapianto è sempre necessario innaffiare abbondantemente.

 

La capellina è una indivia che può essere consumata anche cruda, contrariamente alla maggior parte delle indivie che necessitano della cottura preventiva.
 
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Seminare l’indivia capellinaultima modifica: 2011-12-05T17:51:21+01:00da coltivarelorto
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