12/06/2012

Erbe spontanee: la Portulaca o Erba porcellana, una vera squisitezza.

 

La Portulaca oleracea è una pianta spontanea chiamata in diversi modi nelle diverse regioni italiane: procaccia, erba grassa, purselana, barzellana, precacchia, porcacchia, chiaccunella, sportellecchia, andraca, purciaca

La Portulaca (Portulaca oleracea) detta anche erba porcellana, è una pianta succulenta annuale originaria dell'America meridionale, diffusissima nei nostri orti dove cresce spontaneamente.

Nella coltivazione in vaso di un peperone tutte le erbe spontanee sono state eliminate ma non la portulaca.
 

Dalla base si dirama in fusti rossastri e carnosi, con un portamento strisciante, per cui le varietà coltivate in floricoltura possono essere usate anche come piante tappezzanti. Le foglie sono verde chiaro, cilindriche, succulente..

Portulache nate spontaneamente in un vaso con melanzana e cipolle consociate.
 

Dal mese di giugno comincia a emettere fiorellini rosa  che si chiudono con il buio. Cresce bene in pieno sole e con l’arrivo dei primi freddi deperisce rapidamente, non prima di aver sparso attorno i suoi semi.  Preferisce i terreni di tipo sabbioso ma cresce bene in qualsiasi altro tipo.

Alcune portulache nate in un vaso con pianta di melanzana sono state conservate.
 

La  portulaca tende ad allargarsi molto, ed i getti più lunghi radicano a contatto con il terreno come fanno,  per esempio le fragole.

La portulaca cresce bene nei terreni sabbiosi dove assume un portamento prostrato allungandosi molto.
 

I fusti, i fiori e i semi di portulaca sono commestibili ed hanno un sapore caratteristico, per cui  vengono spesso consumati in insalata, da soli o misti.

La portulaca, ben lavata, può essere usata per guarnire varei pietanze e può essere consumata assieme a insalate miste di ogni genere, scegliendo le foglie più tenere dei getti apicali.
 
Le ramificazioni più grosse e tenere della portulaca possono essere conservate sott'olio in vasetti di vetro dopo una brevissima bollitura, condite con spezie a piacere. Si tratta senz'altro di una conserva facile ed originale per antipasti creativi.
 

Vedi anche questi articoli:
Erbe spontanee dell’orto: la Portulaca o Erba Porcellana 
Insalata di cetrioli con portulaca 
Coltivare la rucola in vaso
Conservare più a lungo le piantine di basilico
Piccolo orto in terra
Combattere gli afidi con infuso di aglio
 

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10/03/2012

Come fare una treccia di aglio o cipolla

 

Gli steli di aglio e cipolla ingialliscono e si piegano naturalmente quando la pianta è pronta alla raccolta: a quel punto non è necessario attendere ancora. I bulbi possono essere estratti dal terreno per essere conservati in un luogo asciutto

Cipolla e aglio si estraggono dal terreno aiutandosi con le mani, o al massimo con una forca infilando i denti abbastanza lontani da non correre il rischio di bucare i bulbi. E’ preferibile fare la raccolta con il tempo asciutto, lasciando i bulbi qualche giorno sul terreno o comunque ben allargati all’aperto in modo che si asciughino; sarà anche utile rivoltarli almeno una volta al giorno. Questa asciugatura dovrà anche consentire il distacco di tutti i residui di terra, eventualmente scuoterli.

La cipolla e l'aglio appena raccolti devono restare qualche giorno sulla terra o su un supporto al riparo per asciugare,. Al termine scuoterli o strofinarli con la mano per eliminare residui di terra e seccumi
 

Dopo questo periodo di asciugatura si ripuliscono eliminando i bulbi danneggiati e le parti non sane. Come consigliato dalla tradizione i bulbi si possono conservare per tutto l’inverno appesi in un luogo asciutto. Per comporre la treccia si può procedere come descritto qui sotto.

Appendere a un punto alto una corda o uno spago robusto lungo circa un metro e mezzo. Intrecciate sommariamente tra loro gli steli di 4 o 5 bulbi, e legateli al capo pendente della corda in modo che con il loro stesso peso la tengano ben tesa.

Prendete uno per volta gli altri bulbi, e arrotolate lo stelo due volte attorno allo spago facendo passare il capo sotto il giro, come a fare mezzo nodo. Stringete bene lasciando uno spazio tra la legatura e il bulbo, in modo che questo si collochi a circa 5 cm dalla corda, in modo da lasciare spazio anche per gli altri bulbi che aggiungerete.

Distribuite i bulbi circolarmente attorno alla corda in modo equilibrato, facendo sì che la treccia risulti bilanciata. Per prelevare i bulbi da usare in cucina cominciate dall’alto, eventualmente tagliando gli steli. La treccia può essere conservata al freddo e al buio ma non all’umidità o troppo alla luce, altrimenti i bulbi germogliano precocemente.  

 

Altri post interessanti:
MARZO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE 

Costruire una compostiera artigianale
MARZO. CALENDARIO LUNARE DELLE SEMINE NELL’ORTOIl trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapiantoSeminare pomodori con l’aiuto dei dischetti di torba.
 
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18/05/2011

L’orientamento, un elemento indispensabile ma spesso trascurato

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L’orientamento, un elemento indispensabile ma spesso trascurato
La luce solare è un elemento indispensabile per la crescita degli ortaggi. Infatti, una illuminazione scarsa dà luogo a piante sofferenti e improduttive. Non sempre gli orti amatoriali sono nelle condizioni migliori: li si ricava negli spazi disponibili, ritenendo che ogni spazio sia buono. Spesso si pensa di dedicare all’orto uno spazio un poco nascosto, che solitamente è anche ombroso. La tendenza attuale è di farsi l’orticello sul balcone, non tutti i balconi sono orientati nel modo migliore.
Nello schema qui sotto, un esempio di un  piccolo lotto di terreno con villino sovrastante. La figura indica le zone migliori e quelle sconsigliate per accogliere l’orto. Come si può vedere, le esposizioni migliori sono quelle rivolta a sud, sud-est e sud-ovest.

L’esposizione a nord è tanto più sconsigliata quanto più è alta la costruzione: infatti la lunghezza dell’ombra generata e proiettata sul terreno varia in funzione di questo valore. Se la costruzione è  molto alta l’esposizione a nord rimane ombreggiata anche tutto l’anno. Se invece non è molto alta ci possono essere alcun i mesi (da maggio ad agosto) in cui la zona diventa abbastanza illuminata da poter essere coltivabile ad orto. Ricordo che nessuna pianta ortiva può riuscire in zona ombreggiata, salvo, talvolta, il prezzemolo. Ogni ortaggio deve avere un minimo di 7 ore di sole al giorno.

Il sole sorge ad est e tramonta ad ovest. Tutta la fascia a sud, sud-est.sud-ovest si presta ad essere coltivata. I terrazzi esposti a sud, sud-est e sud-ovest  vanno bene: quelli esposti a est od ovest, presentano qualche problema perché il numero di ore soleggiate può essere insufficiente.
 
Non occorre avere una bussola per stabilire la direzione dei punti cardinali. Per le esigenze di un orticoltore si può dire che l'est è la direzione in cui sorge il sole: guardando questa direzione alla sua destra ha il sud, alla sinistra il nord, alle spalle l'ovest. E' una misurazione molto approssimativa perché il luogo in cui il sole sorge si sposta, ma per l'orientamento dell'orto può essere sufficiente. Per i più esigenti diremo che l'est esatto andrebbe rilevato agli equinozi, cioè alle date convenzionali del 21 giugno o 21 settembre. Oppure, comprate una bussola: qui sotto un modello semiprofessionale, ma ne basta una da b oy-scout.

Una bussola semiprofessionale, del tutto superflua per orientare l'orto.
 
Una volta stabilito che l'esposizione a sud è la migliore, occorre anche fare in modo che le piante dell'orto possano beneficiarne al massimo. Cioè, se quello è il posto in cui c'è più sole, bisogna fare in modo che non ci siano ostacoli che si frappongono fra il prezioso sole e le piante. Gli ostacoli possono essere muri, siepi, alberi, e quant'altro genera ombra. Sarà consigliabile tenersi a distanza da questi ingombri.
Esistono però altri generatori di ombra fastidiosa per le piante, e sono le piante stesse. Un filare di fagiolini rampicanti genera più ombra di una siepe, e altrettanto fa un filare di pomodori. Occorre perciò avere l'attenzione di disporre le piante in modo che la loro stessa ombra danneggi il meno possibile le piante vicine. Questo risultato si ottiene disponendo i filari da est e ovest.
Il sole sorge a est, e tramonta ad ovest, quindi il suo corso diurno è una traiettoria est-ovest, più o meno diretta secondo la stagione, ma essenzialmente così. Eviteremo che le piante gettino ombra sui filari circostanti se disporremo i filari stessi in direzione est-ovest. In questo modo il sole potrà "correre tra le file" illuminando quanto meno i lati di ogni singola pianta.
 

Nella figura sottostante i filari sono orientati da est a ovest (o da ovest a est, come preferite). La foto è stata scattata nelle prime ore del mattino: si vede l'ombra del fotografo che dà le spalle ad est,  mentre il sole arriva da sud. La luce attraversa tutte le file e "bagna" ogni pianta.

 


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16/05/2011

Combattere gli afidi velocemente e in modo naturale con l’aglio

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Combattere gli afidi velocemente e in modo naturale con l’aglio
Esistono molti modi ecologici per combattere gli afidi, cioè quelle minuscole macchioline generalmente nere che compaiono sui germogli più succosi e indifesi dei nostri ortaggi. Abbiamo già parlato dell’utilizzo del macerato di ortica, che tuttavia necessita di qualche giorno per essere disponibile. Qualche volta però può essere necessario rispondere urgentemente ad un attacco improvviso di questi inopportuni invasori, che si moltiplicano molto velocemente.
Gli afidi si manifestano sotto forma di piccolissimi grumi nerastri collocati per lo più sulle parti apicali delle piante. Succhiano la linfa e bloccano la crescita.
 
E' possibile predisporre velocemente un preparato efficiente utilizzando materiali che tutti abbiamo subito disponibili in casa: acqua bollente e aglio.
In 300 ml di acqua bollente, mettere a macerare per un paio d'ore due spicchi di aglio. Filtrare. mettere in uno spruzzatore e irrorare le piante infestate. Il giorno seguente si noteranno già gli effetti positivi.
Per una maggiore efficacia aggiungere un cucchiaino di detersivo liquido per piatti che aumenta la tensioattività del preparato
Per spruzzare il preparato si può utilizzare uno spruzzatore di quelli che contengono normalmente detersivi o altri prodotti per la casa. Svitare il tappo, lavare bene, riempire con poca acqua pulita e spruzzare a vuoto per eliminare il prodotto originale anche dalla cannula. Sciacquare nuovamente e riempire con il preparato antiafidi.
 
Prima di immergere l'aglio nell'acqua, schiacciare gli spicchi con il palmo della mano, o con il fondo di un bicchiere, o con il pestacarne.


L'aglio è una pianta ricchissima di proprietà benefiche e positive in generale. Qualche piantina di aglio può essere coltivata anche sul balcone, per avere un prodotto sicuramente ecologico.
Piantine di aglio, acquistabili nei garden center. E' anche possibile seminare direttamente gli spicchi migliori del normale aglio acquistato nei supermercati, ma non sempre, poiché negli ultimi anni è invalsa la pratica di trattare l'aglio (e altri ortaggi, come le patate) con prodotti che ne ritardano o inibiscono la germinazione, per renderlo più duraturo nel processo di commercializzazione.
 


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15/05/2011

Il giusto verso dei semi. Zucchini, meloni, cetrioli, angurie

Il giusto verso dei semi. Zucchini, meloni, angurie, cetrioli
Potrà sembrare banale, ma spesso chi decide di seminare le cucurbitacee (nel nostro caso, gli zucchini) si trtova di fronte ad un dilemma: come interrare il seme? Questo infatti si presenta come un  oggetto misterioso, diverso nei suoi lati. La questione non è preregrina: interrare il seme dal verso giusto consente una uscita veloce della piantina, mentre invece se lo si semina in modo sbagliato le radici tenderanno ad uscire verso l’alto e le foglioline verso il basso. La pianta dovrà “raddrizzarsi” e non è sempre detto che ci riesca.

I semi di cucurbitacea hanno estremità diverse e generano legittimamente dubbi sulla loro collocazione nella semina.
 
In effetti i semi potrebbero venire collocati nella buca di semina, in posizioni diverse: la collocazione però non è indifferente ed una collocazione sbagliata può pregiudicare la nascita.
 
I semi vanno collocati secondo quanto illustrato nella figura in basso: vanno spinti nel terreno, facendo in modo che il lato alto si venga a trovare ad un centimetro circa di profondità

Spingere il seme  nel terreno tenendolo tra il pollice e l'indice, in modo che la parte più alta risulti almeno un centimetro sotto la superficie.
 
Per avere la conferma è sufficiente far pregerminare i semi prima di interrarli, immergendoli in acqua tiepida e lasciandoceli due-tre giorni. In questo modo si potranno selezionare solo i semi sicuramente buoni, cioè quelli che emettono la radichetta. In questo caso la semina deve essere fastta con maggiore delicatezza, per evitare la rottura della radichetta. Praticate un piccolo buco nel terreno con l'aiuto di un bastoncino, lasciatevi cadere il seme e ricoprite con terra fine senza comprimere. Per assestare la terra attorno alla radice, innaffiate.

La pregerminazione mostra in modo inequivocabile il lato da cui spunta la radice. Le prime  due pseudo-foglie (dette cotiledonari) spunteranno dal lato opposto.
 
Lo zucchino seminato con cura uscirà alla luce entro 10-12 giorni e produrrà velocemente dei buoni frutti.  L'anguria emerge in 7-10 giorni come il melone, il più rapido è il cetriolo che emerge in 5-10 giorni.

 


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19/03/2011

L’insalatina è nata

 

L'insalatina è nata
 

Nel post precedente, dopo aver seminato l'insalatina da taglio coprendola bene, abbiamo affidato il vaso alle braccia di madre natura.
Ser il nostro lavoro è stato svolto con cura ed attenzione, questa non ha mancato di svolgere magnificamente il suo.

 

Semine facili- seminare l’insalatina da taglio

 
A distanza di una settimana circa dalla semina, le prime piantine cominciano ad emergere dal terreno. Se necessario inumidire con uno spruzzatore a getto FINISSIMO (l'acqua scenda come una rugiada). Di notte coprire ancora con il telo, di giorno esporre il vaso alla maggiore luce possibile purché non venga colpito dal sole diretto, che inevitabilmente brucerebbe le piantine. Infatti, in questa fase i germogli sono gracilissimi.

  


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12/03/2011

Coltivare l’orto piace sempre di più

Coltivare l'orto piace sempre di più

Una nuova tendenza di fa largo con prepotenza tra le recenti passioni degli italiani: la coltivazione di un piccolo orto, sia pure minuscolo, in un angolino di giardino o sul balcone.
Sarebbe riduttivo attribuire la crescita tumultuosa degli amanti della orticoltura solo ad una crisi economica che spinge a risparmiare anche sugli acquisti dal verduraio. Nei fatti, e leggendo gli interventi sul web, si percepisce invece che questa tendenza è figlia della ricerca di stili di vita nuovi e diversi, che possano riavvicinare l'uomo alla natura e lo rendano protagonista delle sue realizzazioni: in effetti, dare vita ad una creatura, sia pure una piantina di basilico, è una esperienza che promuove fortemente la considerazione e la stima di se stessi.

E' interessante riportare qui la frase di apertura di uno dei  blog dedicati a questo argomento, ideati e gestiti da Bruno Del Medico:
Oggi, per quanto stia tornando di moda l'orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l'orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L'uomo "faber" ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.

 

Il gruppo Coltivare l'orto ha superato i 1100 iscritti.

La passione per l'orto, che molti hobbysti condividono sul web, trova grande consenso nel lavoro di Bruno Del Medico, che ha dato avvio oltre due anni fa al gruppo "Coltivare l'orto" su Facebook. Negli ultimi giorni questo gruppo ha raggiunto e superato i mille aderenti, che partecipano molto attivamente: infatti il gruppo è aperto.
Oltre questo gruppo, lo stesso autore gestisce anche ben sei blog dedicati ai vari aspetti inerenti l'orticoltura, non esclusa una sezione dedicata alla cucina delle verdure.

Lo stesso autore gestisce anche la pagina Facebook "Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone" con circa 500 fan che hanno aderito in tre mesi.

La pagina Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone ha raccolto circa 500 fan in soli tre mesi.
 

Ecco i sei blog gestiti dall'autore:

Per essere informato su tutte le novità di questi blog, è possibile iscriversi  alla newsletter inserendo il proprio indirizzo e-mail nel modulino dedicato, che compare in alto a destra visitando uno qualsiasi dei blog

 

Intanto, è finalmente in distribuzione
il libro dell'iniziatore e gestore del gruppo, nel quale si possono trovare le risposte alle moltissime domande poste dagli hobbysti nei post del gruppo

 

 

COLTIVARE L'ORTO
Piccoli trucchi e antichi segreti

di Bruno Del Medico
illustrazioni di Elisabetta Del Medico
Edizioni Lampi di Stampa 2011
ISBN 978-88-488-1221-4
Pagine 120, euro 10.00

 

 
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10/03/2011

Semine facili: seminare l’insalatina da taglio

 

Semine facili. Insalatina da taglio
Questo è un classico: la prima operazione che si suggerisce a chi sta iniziando, è proprio la semina dell’insalatina da taglio. Si tratta di una semina facile, i cui risultati si vedono velocemente; bisogna essere particolarmente sfortunati perché fallisca. A chiunque voglia iniziare a coltivare qualcosa, suggerisco vivamente di cominciare proprio da qui.
 

La misticanza è un insieme di insalatine, che si seminano molto fitte e si raccolgono tagliando tutto a circa un centimetro da terra, quando sono alte circa 10 centimetri. Le piantine ricrescono abbastanza rapidamente e sono pronte per essere raccolte nuovamente, nel giro di 20-30 giorni circa.
La misticanza è molto tenera, ed è gustosissima condita con poco olio, sale e limone, se gradito. Molti preferiscono consumarla senza nessun condimento oppure come parte di insalate miste.

 

La misticanza ha la necessità di essere coltivata in una aiuola molto pulita e perfettamente piatta, in modo da facilitare la raccolta. Se l'altezza da terra è costante sarà più facile, con un paio di forbici, tagliarla ad una altezza costante per facilitare una rigenerazione omogenea.
Inoltre, se l'aiuola è esposta all'esterno,è facile che le gocce della pioggia ed il vento faccciano schizzare granelli di terra sulle foglie. Questo provoca l'effetto sgradevole di scarsa pulizia, anche se il  vero ortolano non considera questo aspetto,sapendo bene che le verdure genuine dell'orto necessitano di un lavaggio accurato.
Per far fronte a questi problemi coltiveremo la nostra misticanza  in un vaso, che si può mantenere anche riparato in un balcone luminoso. Qui Gli effetti  pioggia e vento saranno certamente molto attenuati. Sempre per evitare di sporcare le foglioline della nostra insalata, eviteremo di innaffiarla spruzzando le foglie; invece, con l'aiuto di una bottiglia, faremo scorrere l'acqua dal bordo del vaso, in modo che bagni la terra ma non le piantine.

Per seminare questa insalata o scelto un vaso che conteneva del prezzemolo, seminato nell'autunno precedente. Eliminerò questa vecchia coltura e preparerò il vaso per la semina, rinnovando la sua terra. Se state cominciando con un vaso vuoto, procedete nello stesso modo riempiendolo con un terriccio preparato come descritto nel seguito.

Le vecchie piantine presenti nel vaso si eliminano e si mettono sul mucchio del compost
 

Riempiremo il vaso con una mistura di terriccio universale e di terra normale. Personalmente, non uso mai il terriccio da solo perché lo trovo poco compatto e spesso la presenza eccessiva di torba lo rende troppo acido.

Il terriccio universale si trova in tutti i garden center o anche presso i fiorai più forniti. Viene venduto in sacchetti di vario formato.  Notate che il contenuto  è espresso in litri, non in chili.
       

In un contenitore idoneo, mettete della terra normale. Nell'esempio qui sotto sto utilizzando terra di piccoli vasi usati nell'anno precedente, che ha bisogno di essere rigenerata. Questo avverrà aggiungendo elementi che possano apportare minerali e la rendano più soffice: la permanenza nel vecchio vaso, infatti, l'ha molto dilavata e "pressata". In definitiva, questa terra si è decisamente impoverita.

La terra dei piccoli vasi andrebbe rigenerata ad ogni nuova coltura, per i vasi più grandi rigenerare almeno i primi 30 cm.
 

A questa terra aggiungete in  misura del 30-50% del terriccio universale fresco. Potete migliorare la fertilità aggiungendo concimi naturali come per esempio la cenere (circa un  pugno abbondante ogni secchio di terra) oppure fondi di caffè, o foglie di ortica o di pomodoro precedentemente essiccate. Oggi è quasi impossibile trovare dello stallatico, che sarebbe l'ideale. Sono disponibili, però, nei garden center, dei sacchetti di stallatico pellettato, che possono supplire egregiamente.

NOTA  Queste indicazioni vengono date per la coltivazione in vaso in generale. In effetti, la misticanza non richiederebbe tutta questa concimazione. Però consideriamo che, al termine della raccolta, utilizzeremo questo vaso per una coltivazione più impegnativa, senza bisogno di rinnovare le terra.

La concimazione utile per la misticanza può essere fatta con qualche pizzico di concime azotato, (va bene il concime granulare universale per orto) da spargere sul vaso dopo i tagli di raccolta.

Nella foto, il terriccio esaurito dei vecchi vasi viene integrato con del terriccio universale fresco e dello stallatico pellettato.
 

Miscelate bene il tutto e riempite il vaso fino all'orlo pressando leggermente. Non è consigliabile eseguire subito la semina, perché la terra appena messa nel vaso ha bisogno di assestarsi. Per favorire questo assestamento bagneremo con grande abbondanza, sia al centro sia sui bordi, ripetendo eventualmente dopo che la prima acqua è stata tutta assorbita.

Riempite il vaso fino all'orlo e poi bagnate abbondantemente.
 

 

Dopo un paio di giorni, la terra deve essere calata almeno tre centimetri sotto il bordo. Se necessario, battetela leggermente. Senza questo assestamento preventivo la terra "calerà" sotto le radichette emesse dai semi, togliendo loro la stabilità necessaria, con risultati disastrosi.


Le varietà di insalatine in commercio sono moltissime. Acquisteremo una di quelle disponibili nel nostro garden center e la useremo per la nostra semina.
COME TRATTARE I SEMI
I semi contenuti in una bustina sono certamente sovrabbondanti per questa semina. Del resto, sappiamo che i semi della insalatina possono restare utilizzabili per tre anni, se conservati correttamente. Ecco alcuni consigli:
1) Quando comprate la bustina, osservate bene la data di imbustamento e soprattutto la data garantita di germinabilità che devono essere impresse sul retro.
2) Dopo aver aperto la bustina, non toccate mai i semi con le mani, perché trasferirete una umidità che a voi sembra impercettibile, ma potrebbe essere sufficiente a favorire la germinazione in tempo non richiesto. Per questo motivo, trasferite la quantità di seme che ritenete necessaria scrollando la bustina  in un piccolo contenitore. Da qui trasferirete i semi a dimora, a questo punto anche manipolandoli. Non rimettete nella bustina i semi avanzati: questi apporteranno umidità a tutta la busta. Prelevate solo la quantità necessaria badando a non farne avanzare.
Richiudete accuratamente la bustina per un uso futuro.
Per la mia semina sto utilizzando dei semi FOUR (vedi la figura di destra)
 

Con un attrezzo idoneo tracciate un sottile reticolo sul terreno di semina, profondo non più di un paio di millimetri in modo che i semi ci si vadano a collocare e non restino tutti ammucchiati. Spargete i semi in modo omogeneo e fitto.

Effettuate una semina a spaglio fitto. La disposizione fitta ed omogenea dei semi faciliterà la crescita di un bel tappeto di insalatina, che potrà essere raccolta con un paio di forbici tagliando quasi a rasoterra.
 

Coprite poi i semi spolverando un leggerissimo strato di terra asciutta (uno - due millimetri) in modo che i semi ne risultino appena coperti.

Coprite la semina con una spolverata di terra asciutta e fine, possibilmente sabbiosa.
 

Battete bene la superficie del vaso in modo da renderla perfettamente piatta. Usate un oggetto idoneo, per esempio una piastrella, oppure un pentolino con il quale potrete raggiungere ogni zona del vaso, anche quelle vicine ai bordi.

Bagnate il vaso utilizzando assolutamente solo uno spruzzatore a getto molto fine: l'acqua deve cadere come una rugiada sulla terra, a lungo. Un altro tipo di irrigazione, in questa fase, avrebbe il risultato di ammucchiare tutti i semi in poche zone più basse del vaso: alla nascita avreste piantine troppo fitte in alcune zone, ed altre zone deserte o spelacchiate. Potete usare uno di quei spruzzatori di detersivi o prodotti simili, naturalmente ben lavato.
Infine, collocate nel vaso un cartellino con il nome della semina e la data.

Disponete il cartellino al centro del vaso: questo renderà più facile l'operazione successiva.
 

 

Ora dovete coprire il vaso in modo che la terra mantenga la sua umidità senza sbalzi da una irrigazione all'altra. Se il vaso è esposto al sole, sicuramente questi sbalzi provocherebbero la morte della maggior parte dei germogli.  Tenendo il vaso coperto non sono necessarie innaffiature.
Potete usare del telo di plastica preferibilmente bianco. Piuttosto che quello per agricoltura dei garden center, io uso il telo acquistabile in ogni ferramenta, usato dagli imbianchini per coprire i mobili. Si trova dappertutto, è molto economico e maneggiabile. Se  volete potete usare anche del tessuto-non tessuto che trovate nei garden center: questo ha il vantaggio che lascia traspirare anche l'aria.
Se avete disposto il cartellino al centro, questo servirà a tenere sollevato il telo dalla superficie del vaso.
Quando le piantine saranno emerse, cominciate a togliere il telo nelle ore meno assolate, badando bene che il vaso non resti esposto al sole diretto: comunque assicurate la maggior quantità possibile di luce diffusa alle piantine. Quando queste saranno alte circa un centimetro, eliminate il telo.

Numero di semi per grammo: 600 circa.
Tempo di emersione dalla semina: 4-8 giorni

 

  


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Manuale dell’orto. Usare l’ortica

 

Manuale dell'orto. Usare l'ortica

Spero che nessuno, vedendo crescere l’ortica nel suo orto, inveisca contro questa preziosissima pianta. Se fosse possibile, inviterei ogni orticoltore a coltivarla in abbondanza in un apposita aiuola. Infatti l’ortica ha numerosissime applicazioni pratiche vantaggiose. E’ un ottimo concime, è un antiparassitario efficientissimo, e volendo la si può anche mangiare. Nel mio blog “Cucinare le verdure dell’orto” o messo in rete la ricetta di un’ottima frittata di ortiche. In questo post invece vedremo come usarla nell’orto.

 

L'ortica cresce molto rigogliosa negli orti, specialmente ai bordi delle aiuole ben concimate.
 

L'ortica potrà essere utilizzata sia fresca che secca. Per cominciare, possiamo raccogliere la pianta completa (eventualmente anche le radici)  in grossi mazzi. Come uso più  immediato, si può aggiungere al mucchio del compost.
 

Inoltre può essere usata come fertilizzante direttamente nelle coltivazioni. Per esempio, ogni volta che mettete a dimora delle piantine (per esempio melanzane, peperoni, pomodori ecc.) mettete un pò di ortica in fondo alla buca che dovrà ospitare la piantina miscelandola e coprendola con un pò di terra.
A questo fine, per avere sempre disponibile del buon fertilizzante, potete essiccare l'ortica e conservarla in quei sacchetti usati per vendere le patate nei supermercati. Non la pressate nei sacchi, per evitare che le foglie si polverizzino e si disperdano.

Per essiccare l'ortica legatela in mazzi e appendetela in un luogo riparato (per esempio, sotto una tettoia).
 

Un altro metodo di usare l'ortica fresca come fertilizzante, è quello di farla macerare per qualche giorno nell'acqua. Mettete in un secchio dell'ortica fresca pressandola fino a riempire il 10 - 15% del secchio, poi riempite d'acqua e lasciate a macerare per alcuni giorni, almeno quattro. Poi spargetela sul terreno che volete fertilizzare.

Se invece volete usare l'ortica come antiparassitario, per combattere gli afidi, lasciatela macerare per due giorni, poi filtratela in un contenitore adatto. Sarà molto più efficace se aggiungete un tensioattivo, come per esempio del sapone. Potete aggiungere del detersivo liquido per stoviglie (quindi compatibile con l'alimentazione umana) meglio se al limone. Se siete particolarmente puristi potete aggiungere, invece, delle scaglie di sapone di marsiglia (quelle vecchie saponette quadrate che forse troverete ancora in qualche ferramenta) miscelando bene. La dose è un quarto di bicchiere in entrambe i casi per un secchio d'acqua.
Mettete poi questo prodotto in uno spruzzatore ed irrorate le piante da proteggere. Insuperabile contro i pidocchi non solo degli ortaggi, ma anche dei fiori, specialmente le rose.

Per usare il prodotto come antiparassitario filtratelo bene e distribuitelo con uno spruzzatore. L'odore non è gradevolissimo ma il risultato è garantito. Il prodotto non si conserva molto a lungo.

  


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22/02/2011

Seminare l’erba per gatti

 

Seminare l'erba per gatti

I gatti non sono tra i migliori amici dell’orto,  amano molto aggirarsi nella terra smossa e si divertono a scavare proprio dove noi abbiamo interrato i nostri preziosi semi.
Mentre per i cani possibile innalzare un piccolo recinto che protegga l’area seminata, per i gatti questo non vale, sia perché spesso non hanno la malizia necessaria a comprendere che “il padrone non vuole che io oltrepassi questo recinto”, sia perché i gatti non riconoscono comunque nessun padrone, sia perché sono abbastanza agili da superare qualsiasi barriera.

Possiamo provare ad offrire loro una alternativa, cioè un diversivo abbastanza attraente da distrarli dalle nostre aiuole.
Un bel vaso di erba per gatti può svolgere questa funzione: in effetti i mici ne vanno matti.
Loro che ostentano sempre un’aria di sufficienza davanti ad ogni cosa, impazziranno letteralmente davanti a un vaso di erba per gatti. Ma attenzione, presentatelo solo quando l’erba sarà ben cresciuta in modo da resistere ai loro piluccamenti.

 

I semi di Erba gatta sono simili a quelli della lattuga, quindi andranno seminati a spaglio fitto.

 

Utilizzeremo una bustina di Erba per gatti della Plantania in vendita nei garden center. Attenzione, una bustina è sufficiente per molti vasi.

 

Anzitutto occorre preparare il terriccio con il quale riempiremo i vasi. Non occorre una terra molto ricca; possiamo utilizzare la terra proveniente dalla svasatura di altri vasi.
Quando  in un vaso abbiamo coltivato un ortaggio, conviene sostituire la terra o rinnovarla prima di piantare qualcosa.
Si toglie la terra del vaso e la si mette in un contenitore: qui si miscela in parti uguali  con del terriccio di giardino, acquistabile in sacchetti di dimensioni diverse nei garden center. Il terriccio si misura in litri, non in chili. Non spaventatevi se vedete il numero 50 su un sacchetto: non sono cinquanta chili,  sono 50 litri, cioè circa 10-15 chili.

Seminando l’erba per gatti potete utilizzare anche la terra esaurita da sola. Se proprioo ci tenete aggiungete qualche granello di concime generico.

 

 

Riempite fino all’orlo il vaso che volete usare. E’ sufficiente un vaso di 16 cm di diametro; eventualmente seminate due vasi, in modo da sottoporli alternativamente al gatto. Mentre uno è in uso, l’altro si rigenera.

 

Pressate la terra con le nocche delle dita, facendola scendere almeno 3 cm. Sotto il bordo del vaso.

 

A questo punto spargete sulla superficie della terra pressata i semi, abbastanza fitti.

 

Coprite spolverando con della altra terra in modo che i semi siano appena sotterrati. Innaffiate con uno spruzzatore fine, tenendolo a 30cm almeno dal vaso: le goccioline d’acqua devono scendere come una rugiada, senza smuovere la terra. Segnalate la semina con un cartellino, ed eventualmente la data di semina.

 

Finché l’erba non sarà emersa, dovete sempre tenere umida la superficie del vaso con uno spruzzatore; tenete anche coperto il vaso con un pezzo di nailon trasparente ( o anche nero). Quando le piantine saranno emerse continuate a innaffiare tenendo sempre leggermente umida la superficie, e nelle ore di maggiore assoluzione mettete il vaso  all’ombra; invece potrà stare al sole nelle ore in cui il sole leggero.

 

Quando le piantine saranno alte circa 3 cm. queste cure non saranno più necessarie, lasciate pure il vaso al sole innaffiando quel tanto necessario a far sì che il terreno non si asciughi.

Quando le piantine saranno alte circa 15 cm. potete mettere il vaso in un posto raggiungibile dal vostro micio.

 

  


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