09/06/2013

PROTEGGERE I SEMI DALL’INQUINAMENTO INVISIBILE

INQUINAMENTO INVISIBILE. CONSERVARE I SEMI

Gli inquinamenti nascosti sono sempre i più pericolosi perché, non conoscendoli, non ce ne curiamo. La fonte della maggior parte di essi viene dalla  chimica di sintesi. Sono i prodotti chimici sintetizzati in laboratorio quelli che recano più danni, come per esempio i pesticidi

Fortunatamente, nel caso dei pesticidi, conoscendoli li evitiamo. Però, ce ne sono altri che si insinuano silenziosamente, del tutto inosservati, nelle nostre abitudini quotidiane. Per esempio, ci capita di utilizzare la cenere come fertilizzante, per il suo contenuto ricchissimo di calcio e potassio. Purtroppo, se quella cenere proviene da legna trattata con vernici, impregnati, flatting o altre sostanze, continua a mantenere questo inquinamento e lo trasferisce al nostro orto.

Semi di Peperone quadrato d'Asti
 
Semi di Gombo
 

Noi stessi, talvolta, esageriamo con le concimazioni azotate perché hanno un effetto immediatamente visibile entusiasmante, e riteniamo che aumentandole anche la crescita delle piante aumenti. In pratica le foglie della nostra insalata non riescono a smaltire più di una certa quantità dei nitrati trasferiti dalle radici. Oltre quella quantità, il sovrappiù arriva comunque alle foglie ma rimane lì, finché non ce lo mangiamo noi.

Semi di pomodoro, prima di essere lavati
 

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Euro 10,00 
L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

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Anche le patate possono essere considerate "semi". Nella foto, essendo grandi, sono state sezionate lasciando un germoglio per ogni pezzo.
 

In questo post vogliamo segnalare un fenomeno a margine, decisamente trascurato finché il crescente interesse per la coltivazione biologica non lo ha evidenziato. Si è scoperto che le esalazioni di collanti e resine sintetiche, usate nella costruzione di mobili, influiscono sulla durata germinativa dei semi, o addirittura inibiscono la germinazione, come nel caso delle insalate.

Seme di zucchina pregerminato mettendolo in acqua tiepida un paio di giorni prima della semina
 
Semi di zucchina siciliana
 

Dunque, sarebbe importante non riporre mai le bustine di semi, specialmente se sono state aperte e non sono ben sigillate, all’interno di scomparti o cassetti di mobili laminati o impiallacciati. Se necessario, chiudete prima le bustine in contenitori di vetro ben chiuso.

Semi di zucchina siciliana dopo un primo lavaggio
 
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I POMODORI GIALLI. UNA CURIOSITA’ DA METTERE NELL’ORTO

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SI LAVA L’AGLIO PRIMA DI RIPORLO PER LA CONSERVAZIONE?

SI LAVA L'AGLIO PRIMA DELLA CONSERVAZIONE?

Ecco una domanda apparentemente banale, che può spiazzare più di qualche ortolano; sappiamo tutti infatti quanto siano metodici e precisi gli hobbisti dell’orto. In effetti, quando i bulbi vengono estratti dal terreno non è un bel vedere, specialmente se si tratta di terra argillosa pesante

In questo post vogliamo riassumere brevemente come va trattato l’aglio prima di avviarlo alla conservazione. Un primo accorgimento è quello di raccoglierlo quando il terreno è asciutto, in modo che la terra aderente al bulbo sia ridotta al minimo.

Per raccogliere l’aglio potete afferrare il fusto vicino terra e tirare: se però i bulbi fanno resistenza, cosa che può accadere nei terreni non sabbiosi o sciolti, allora dovete prima smuovere il terreno. Infilate un forcone mantenendovi ben lontani dalla zona dei bulbi, almeno 15 cm, e azionatelo come una pala in modo che sollevi leggermente il terreno smuovendolo. A quel punto i bulbi potranno essere estratti senza difficoltà.

AGLIO ROSSO SELEZIONATO

Aroma delicato, buona conservazione. Come per tutti gli altri agli suggeriamo di piantare i bulbilli in terra leggera non concimata di recente con letame fresco e ciò per evitare fenomeni di marcescenza che potrebbero svilupparsi sui bulbilli stessi. (dal Catalogo Ingegnoli)

 

Una volta raccolti i bulbi fateli asciugare qualche giorno all’aperto, finché la terra che ancora aderisce si staccherà semplicemente scuotendoli o strofinandoli con la mano guantata. In questo modo potrete rimuovere anche i veli più esterni e sporchi, facendo apparire quelli più interni puliti. Le tuniche ed i rivestimenti degli spicchi li proteggono egregiamente da ogni contaminazione, e non vanno rimossi fino al momento di mettere l’aglio in pentola.

AGLIO BIANCO SELEZIONATO

gusto intenso, buono anche se usato fresco, perfetta conservazione invernale.  (dal Catalogo Ingegnoli)

 

Dunque non è necessario né consigliabile lavare l’aglio, in quanto la parte interna commestibile è ben protetta da ogni contaminazione. Solo nel caso in cui non sia possibile raccogliere l’aglio in condizioni di terreno asciutto si potrà procedere ad un rapido lavaggio, seguito da una asciugatura accurata: l’aglio si fa asciugare stendendolo su un cartone o su uno strato di segatura, in ambiente protetto come per esempio un portico, e rigirando spesso i bulbi.

Procedimento per creare una treccia di aglio
 

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08/04/2013

QUALI SONO GLI ORTAGGI PIU’ PRODUTTIVI? UNA PICCOLARASSEGNA DELLA PRODUTTIVITA’

Come concimare l'orto. La ricetta migliore per ogni ortaggio

Occorre premettere che gli ortaggi non raggiungono produzioni ottime in qualsiasi condizione: occorre considerare il tipo di terreno e il suo pH, l’esposizione, le caratteristiche climatiche del luogo. Ciò premesso, proviamo a fare una piccola comparazione tra le diverse varietà di ortaggi, coltivati su 10 mq di terreno, per vedere quale, in situazioni ottimali, sarebbe il più produttivo

 

Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Aglio

10-20

Aglio scalogno

10-20

Anguria

100-150

Asparago

5-10

Barbabietola

40-50

Basilico

5-10

Bieta a coste

25-30

I cavolfiori   possono produrre 20-30 kg su 10 mq
 

Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Bieta da taglio (erbette)

20

Carciofo

10-20

Cardo

30-40

Carota

40-50

Cavolo broccolo

10-20

Cavolo di Bruxelles

10-20

Cavolo cappuccio

40-50

 
La bieta a coste può produrre 25-30 kg su 10 mq
 

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Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Cavolo cinese

40-50

Cavolo da foglia

15-25

Cavolfiore

20-30

Cavolo verza

40-60

Cetriolo

40-50

Cicoria a cespo

20-30

Cicoria catalogna

40-50

 
Il basilico può produrre 5-10 kg su 10 mq
 

Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Cicoria da radice

20-30

Cicoria rossa o radicchio

30-40

Cima di rapa

20-40

Cipolla

30-40

Fagiolo nano

10-20

Fagiolo rampicante

20-30

Fava

20-30

 
I cetrioli possono produrre 40-50 kg su 10 mq
 


Risparmiare con il compost

144 Pagine. Formato 14X21 cm. Illustrato
Euro 13,20.  Vedi prezzo scontato

Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.

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Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Finocchio

30-40

Fragola

20-30

Indivia riccia e scarola

30-40

Lattuga

30-40

Melanzana

40-50

Melone

30-40

Patata

40-50

 
Le cipolle   possono produrre 30-40kg su 10 mq
 


500 segreti per avere un orto meraviglioso

320 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
Euro 18,90  Vedi prezzo scontato

L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Peperone

40-50

Peperoncino

5-10

Pisello

10-20

Pisello mangiatutto

20-30

Pomodoro

40-50

Porro

30-40

Prezzemolo

25-30

La lattuga può  produrre 30-40 kg su 10 mq
 

Ortaggio

Produzione media su 10 mq in kg

Rapa da orto

10-20

Ravanello

10-20

Rucola

10-20

Sedano

30-40

Spinacio

20-30

Zucca

100-150

Zucchina

30-40

Gli zucchini  possono produrre 30-40kg su 10 mq
 
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FOGLIE INGIALLITE: CLOROSI FERRICA E CHELATI DI FERRO

AVETE ACCESO IL CAMINETTO? NON BUTTATE LA CENERE

MALATTIE DELLE FAVE: L’OCCHIO DI PAVONE O CERCOSPORA 

LE MINI-MELANZANE DA ANTIPASTO SI POSSONO COLTIVARE ANCHE IN VASO SUL BALCONE

LA ROTAZIONE DELLE COLTURE NELL’ORTO SPIEGATA IN POCHE PAROLE SEMPLICI     

Nasce “COLTIVARE L’ORTO EDITRICE” con un catalogo tutto dedicato all’orticoltura  

VERDURE D’INVERNO: SEMINA E TRAPIANTO DELLA BIETA A COSTE

ORTO. PREPARAZIONE ALLE SEMINE. VANGATURA E CONCIMAZIONE 

GENNAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE ALL’APERTO E IN SERRA FREDDA O CALDA
LA PERONOSPORA NELL’ORTO: RICONOSCERLA E PREVENIRLA  

LA PERONOSPORA E LA REGOLA DEI TRE DIECI  

QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA

 


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08/02/2013

LE FAVE VANNO CIMATE PER CONTRASTARE GLI AFIDI

LE FAVE VANNO CIMATE PER CONTRASTARE  GLI AFIDI

 

Se desideriamo avere un raccolto di fave abbondante e sano, dobbiamo provvedere ad alcune cure. Anzitutto dobbiamo evitare che la pianta vegeti eccessivamente, perché questo andrebbe a scapito della grandezza e qualità dei frutti. In secondo luogo dobbiamo proteggere la pianta dall’assalto dei parassiti

Le fave sono tra i primi ortaggi ad offrire, in primavera, dei getti teneri e gli afidi sono pronti ad approfittarne e aggrediscono proprio le cime più tenere delle piante.

Come praticamente tutte le piante orticole, anche la fava tende a crescere sempre più in altezza emettendo sempre nuovi fiori. Lo sforzo dedicato a questa attività va a scapito della grossezza dei frutti portati a maturazione.
 

Una volta raggiunto un numero di fiori sufficiente (5 o sei giri) la pianta va cimata; in questo modo tutte le energie verranno dedicate a portare a frutto e maturazione i soli fiori rimasti. Ciascuno di questi godrà di un apporto di linfa ed energia assai superiore, a vantaggio della sua crescita.

Staccare le punte delle piante schiacciandole tra l’unghia del pollice e l’indice.
Non dobbiamo impietosirci pensando che las pianta soffra di questa operazione. Lo scopo della pianta è riprodursi, quindi produrre molti semi e soprattutto semi più buoni possibile.
Le punte eliminate possono essere consumate come verdura da cuocere; per esempio potranno diventare un buon ripieno per una pizza.



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Prima di utilizzare le cime in cucina, verificate che siano ben pulite. Nella foto potete vedere come gli afidi stavano già attaccando le piante di fave: i puntolini neri che vedete sulle cime e sulle foglie ne sono la prova.

 

Se c’è un attacco di afidi in corso, e comunque a scopo preventivo,  potete ovviare con un macerato di ortica del vostro orto che allontanerà con grande efficacia gli afidi dalle vostre fave.
Mettete una manciata abbondante di ortica in un secchio, riempitelo a metà d’acqua e lasciate macerare per un paio di giorni.

 

Passiamo il ”brodo” ottenuto che potremo  spargere sulle piante con uno spruzzatore, senza nessuna limitazione. Lo si potrà conservare al massimo qualche giorno, se siamo capaci di ignorarne l’odore. Per rendere il macerato più efficace mescolate al mezzo secchio  un quarto di bicchiere di scaglie di sapone di Marsiglia sciolte, oppure una uguale dose di detersivo liquido al limone per uso domestico.

 


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07/02/2013

LA DIREZIONE DELLE FILE NELL’ORTO NON VA SCELTA A CASO

LA DIREZIONE DELLE FILE NELL'ORTO NON VA SCELTA A CASO

La luce solare è un elemento indispensabile per la crescita degli ortaggi. Infatti, una illuminazione scarsa dà luogo a piante sofferenti e improduttive. Non sempre gli orti amatoriali sono nelle condizioni migliori: li si ricava negli spazi disponibili, ritenendo che ogni spazio sia buono

Spesso si pensa di dedicare all’orto uno spazio un poco nascosto, che solitamente è anche ombroso. La tendenza attuale è di farsi l’orticello sul balcone, non tutti i balconi sono orientati nel modo migliore.
Nello schema qui sotto, un esempio di un  piccolo lotto di terreno con villino sovrastante. La figura indica le zone migliori e quelle sconsigliate per accogliere l’orto. Come si può vedere, le esposizioni migliori sono quelle rivolta a sud, sud-est e sud-ovest.

Il sole sorge ad est e tramonta ad ovest. Tutta la fascia a sud, sud-est.sud-ovest si presta ad essere coltivata. I terrazzi esposti a sud, sud-est e sud-ovest  vanno bene: quelli esposti a est od ovest, presentano qualche problema perché il numero di ore soleggiate può essere insufficiente.
 


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Finalmente un manuale sulla coltivazione dell'orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l'autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest'arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
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L’esposizione a nord è tanto più sconsigliata quanto più è alta la costruzione: infatti la lunghezza dell’ombra generata e proiettata sul terreno varia in funzione di questo valore. Se la costruzione è  molto alta l’esposizione a nord rimane ombreggiata anche tutto l’anno. Se invece non è molto alta ci possono essere alcun i mesi (da maggio ad agosto) in cui la zona diventa abbastanza illuminata da poter essere coltivabile ad orto. Ricordo che nessuna pianta ortiva può riuscire in zona ombreggiata, salvo, talvolta, il prezzemolo. Ogni ortaggio deve avere un minimo di 7 ore di sole al giorno.
 


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L'orto e la luna

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Questo libro si rivolge a chi vuole coltivare il proprio orto in modo naturale. Infatti, se si ricorre a fertilizzanti chimici, pesticidi, ormoni e altri espedienti, diventa assolutamente superfluo considerare l’azione benefica della luna. Se invece si vogliono ricavare dal proprio orto cibi sani e genuini, allora ogni metodo naturale può essere utile per una produzione abbondante senza trucchi. Tra questi metodi ritorna attuale anche la pratica di agevolare le coltivazioni con il rispetto delle fasi lunari, secondo antichissime tradizioni. Molti settori scientifici ammettono che, seppure manchino studi che lo provano, la luna può avere degli effetti quantomeno concomitanti per la migliore riuscita delle coltivazioni. Il libro considera anche questo aspetto, ma soprattutto contiene un calendario lunare per l’orto esteso a tutto il 2030, e circa 100 schede per tutte le varietà di ortaggio presenti nei nostri orti.

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Non occorre avere una bussola per stabilire la direzione dei punti cardinali. Per le esigenze di un orticoltore si può dire che l'est è la direzione in cui sorge il sole: guardando questa direzione alla sua destra ha il sud, alla sinistra il nord, alle spalle l'ovest. E' una misurazione molto approssimativa perché il luogo in cui il sole sorge si sposta, ma per l'orientamento dell'orto può essere sufficiente. Per i più esigenti diremo che l'est esatto andrebbe rilevato agli equinozi, cioè alle date convenzionali del 21 giugno o 21 settembre. Oppure, comprate una bussola: qui sotto un modello semiprofessionale, ma ne basta una da b oy-scout.

Una bussola semiprofessionale, del tutto superflua per orientare l'orto.
 

Una volta stabilito che l'esposizione a sud è la migliore, occorre anche fare in modo che le piante dell'orto possano beneficiarne al massimo. Cioè, se quello è il posto in cui c'è più sole, bisogna fare in modo che non ci siano ostacoli che si frappongono fra il prezioso sole e le piante. Gli ostacoli possono essere muri, siepi, alberi, e quant'altro genera ombra. Sarà consigliabile tenersi a distanza da questi ingombri.
Esistono però altri generatori di ombra fastidiosa per le piante, e sono le piante stesse. Un filare di fagiolini rampicanti genera più ombra di una siepe, e altrettanto fa un filare di pomodori. Occorre perciò avere l'attenzione di disporre le piante in modo che la loro stessa ombra danneggi il meno possibile le piante vicine. Questo risultato si ottiene disponendo i filari da est e ovest.

Il sole sorge a est, e tramonta ad ovest, quindi il suo corso diurno è una traiettoria est-ovest, più o meno diretta secondo la stagione, ma essenzialmente così. Eviteremo che le piante gettino ombra sui filari circostanti se disporremo i filari stessi in direzione est-ovest. In questo modo il sole potrà "correre tra le file" illuminando quanto meno i lati di ogni singola pianta.



L'orto sul balcone ABC

272 Pagine. Formato 17x24 cm. Illustrato
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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all'impianto dell'orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

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Risparmiare con il compost

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Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.

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Nella figura sottostante i filari sono orientati da est a ovest (o da ovest a est, come preferite). La foto è stata scattata nelle prime ore del mattino: si vede l'ombra del fotografo che dà le spalle ad est,  mentre il sole arriva da sud. La luce attraversa tutte le file e "bagna" ogni pianta.


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30/01/2013

CONSOCIARE GLI ORTAGGI. UNA PRATICA VINCENTE PER CHI HA POCO SPAZIO

La consociazione degli ortaggi

 

La consociazione è una tecnica avente principalmente due obiettivi. Il primo consiste nello sfruttare le naturali simpatie delle piante, per cui la vicinanza di una specie ad un’altra può migliorare la produttività o il grado di resistenza alle malattie o ai parassiti. Il secondo è l’ottimizzazione degli spazi cioè la possibilità di coltivare quanti più ortaggi nel minor spazio possibile

La consociazione, come dice la parola stessa, consiste nel coltivare più di una pianta nel  medesimo spazio.  Nel caso degli ortaggi, questi si possono consociare tenendo conto di diversi aspetti che riguardano prevalentemente l’epoca di vegetazione e le dimensioni raggiunte al massimo sviluppo. Per esempio si possono consociare i peperoni , nei primi 40-50 giorni successivi al trapianto, con la lattuga. Infatti, in quei giorni il peperone è ancora troppo piccolo per sovrastare la lattuga; quando comincerà ad occupare tutto il suo spazio, sarà già ora di raccogliere la lattuga.

Consociazione di lattufa Barba di frate e peperone.
 


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Un altro metodo di consociazione consiste nel trapiantare alcuni ortaggi nello stesso spazio di piante che stanno completando il loro ciclo produttivo, ma non l’hanno ancora completato: diciamo, un mese prima che queste piante vengano estirpate. La pianta al termine del ciclo deve essere una di quelle che richiedono concimazione abbondante, mentre le nuove dovrebbero essere di quelle che non richiedono concimazione in quanto sfruttano preferibilmente quella della coltura precedente. Questo evita di dover rimuovere il terreno del vaso per rifare una concimazione profonda.

La zucca chge è rampicante colonizza la parte alta dell'area. In basso due finocchi cominceranno a sovrastare l'insalata quando questa sarà già pronta per essere raccolta.
 

La vecchia pianta potrà essere stretta un po’ da parte con l’aiuto di tutori e legature per lasciare una zona di luce nel vaso. In questa zona si trapianterà la nuova piantina. Al momento di eliminare la pianta vecchia questa non va estirpata per evitare che porti con sé anche la nuova, ma si taglierà il fusto appena sotto il livello del terreno. Le radici che restano sotto non daranno fastidio alla nuova pianta. Quanto a questa, non è necessario che sia collocata al centro del vaso: le sue radici comunque colonizzeranno tanto gli spazi vicini quanto quelli lontani.

Zucca rampicante e cipolla.
 


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In proposito, ecco una tabella con le esigenze nutritive di alcune piante

ESIGENZE NUTRITIVE IN FUNZIONE DELLA CONSOCIAZIONE DI FINE CICLO.

Ortaggi che richiedono concimazioni abbondanti, il cui effetto perdura anche per la coltura successiva

Anguria, bieta, cardo, cavolo, cetriolo, fava, melanzana, melone, peperone, pomodoro, zucca, zucchino.

Ortaggi dalle esigenze nutritive limitate o da rinnovo o che non gradiscono concimazioni fresche.

Aglio, basilico, barbabietola, carota, cicoria, cima di rapa, cipolla, fagiolo, finocchio, indivia, lattuga, pisello, porro, prezzemolo, rapa, ravanello, rucola, sedano, spinacio, valeriana.

 
Peperone, insalata e cipolla
 


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Per quanto detto all’inizio sul tema delle “simpatie” e “antipastie”, e tenendo conto della pratica sviluppata nel tempo dai coltivatori di ortaggi, presento qui sotot un elenco delle consociazioni tipicamente riconosciute come consigliabili o sconsigliabili, cioè quelle per le quali sono stati generalmente riconosciuti effetti positivi o negativi. Dove non viene fornita nessuna indicazione, ognuno può diventare sperimentatore nel suo orto.

CONSOCIAZIONI DI ORTAGGI

Ortaggio

Consigliate

Sconsigliate

Aglio (spicchi)

 

Fagiolo pisello

Anguria

 

Tutte

Barbabietola

Cipolla lattuga ravanello

 

Basilico

Pomodori

 

Bieta

Cipolla

 

Carota

 

Sedano

Cavolo

 

Patata ravanello

Cetriolo e cetriolino

 

Pomodoro ravanello

Cicoria

 

Tutte

Cima di rapa

 

Tutte

Cipolla

Lattuga

 

Fagiolo nano

Mais

Finocchio

Fagiolo rampicante

Mais

 

Fava

 

Tutte

Finocchio

Cavolo cipolla lattuga indivia spinacio

Pomodoro

Indivia

Come la lattuga

 

Lattuga

Carciofo carota cipolla pomodoro ravanello sedano

Prezzemolo

Lattuga da taglio

 

Tutte

Melanzana

Cipolla lattuga

 

Melone

 

Tutte

Patata

Carota fava prezzemolo spinacio

Cavolo pisello sedano

Peperone

Cipolla lattuga

 

Pisello

 

Tutte

Pomodoro

 

Finocchio

Porro

Fagiolino finocchio lattuga

Pisello

Prezzemolo

 

Lattuga

Rapa

Carota cipolla lattuga spinacio

 

Ravanello

Carota cipolla lattuga spinacio

Cetriolo

Rucola

 

 

Sedano

Cavolo lattuga melanzana peperone pomodoro porro

Carota patata

Spinacio

Carciofo cavolo cipolla fagiolo pisello

Tutte

Zucca

 

Tutte

Zucchina

 

Tutte

 
Una melanzana e due cipolle consociate nello stesso vaso da 25 cm

 

Vedi anche questi articoli:
COLTIVARE L’ORTO. LA CONCIMAZIONE FOGLIARE
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09/01/2013

L’ALFABETO DELL’ORTO

L'alfabeto dell'orto. Le parole più comuni

Ci sono delle parole che ricorrono molto frequentemente tra i coltivatori di orti. Come per qualsiasi altra arte, anche l’orticoltura dà origine ad un “gergo per iniziati”, composto da termini che appaiono chiarissimi agli addetti ai lavori, mentre possono essere nebulosi o incomprensibili per i novizi. In favore di chi sti sta avvicinando alla comunità degli amanti dell’orto, ecco un piccolo dizionario, assolutamente incompleto; ma, per cominciare, può bastare

A come...Apparenza

L’apparenza degli ortaggi che troviamo nei supermercati è spesso nettamente superiore a quelli coltivati nell’orto: si sa che il “biologico” è meno esteticamente gradevole. Diciamo pure che i nostri ortaggi biologici sono meno belli, pèrò… quanto sono più sani!

A come... Apparenza. spesso le verdure coltivate con metodi biologici non hanno niente da invidiare a quelle coltivate con metodi industriali
 

B come...Biologico

L’orto biologico comprende un approccio alla coltivazione che tende ad escludere prodotti non naturali, in particolare i prodotti chimici cosiddetti “di sintesi”, cioè sintetizzati in laboratorio. Nell’uso di sostanze si cerca anche di privilegiare quelle “di contatto” rispetto a quelle che entrano nel circolo delle piante: le prima si possono eliminare con un buon lavaggio, le seconde no.

 

C come...Compostaggio

Una pratica mai sufficientemente lodata. Nella pratica, tutti gli scarti biologici (cioè naturalmente e rapidamente decomponibili) della cucina e dell’orto subiscono un trattamento elementare, al termine del quale si trasformano in humus e possono essere reimmessi nel terreno per restituire quella fertilità naturale che erastata sottratta dalle coltivazioni.

C come...Compostaggio. Il segreto principale di un buon orto sta nel compostaggio degli scarti, che restituisce humus al terreno
 

D come...Difesa

La difesa dalle malattie e dai parassiti è un’arte, che va appresa tramite l’esperienza. Senza ricorrere a prodotti chimici l’ortolano trova in natura decine e decine di rimedi biologici efficaci

 

E come...Erbe spontanee

Le erbe spontanee vanno eliminate perché sono più robuste degli ortaggi coltivati, e tendono a danneggiarli sottraendo nutrimento e luce. Alcune erbe spontanee, però, come l’ortica o la portulaca, oltre ad essere commestibili possono essere utili.

V come...Vivaio. Le piantine per l'orto vanno coltivate in un apposito vivaietto. Il costo delle sementi non consiglia più la semina diretta
 

F come...Farine

Le farine derivanti dalla lavorazione di materiali biologici come il pesce, le ossa, il sangue, trovano impiego come fertilizzanti biologici. La farina di roccia può essere distribuita sulle piante in funzione antiparassitaria.

 

G come...Galline e animali da cortile

In genere sono utili per combattere insetti e lumache, ma devono essere assolutamente tenute lontano dall’orto perché razzolando lo distruggerebbero rapidamente.  Il letame di gallina, coniglio e altri animali da cortile è fortemente azotato e non può essere usato così com’è perché rischia di bruciare le piante. Deve essere fortemente diluito (almeno uno a venti) oppure va lasciato invecchiare un paio di anni prima di essere usato.

S come...Semi. Assicuratevi sempre che i semi non siano scaduti. Dovete trovare la data sulla confezione
 

H come...Humus

L’humus è la parte più nutritiva del terreno e la più facilmente assorbibile dagli ortaggi. E’ costituito dai residui morti delle coltivazioni sottoposti all’azione dei batteri e dei microrganismi del terreno. Il compostaggio consente di ottenere dell’ottimo humus.

 

I come...Irrigazione

L’irrigazione è indispensabile. Deve essere soprattutto omogenea, cioè deve mantenere il, terreno sempre allo stesso grado di umidità. La terra deve essere umida ma non bagnata. Soprattutto vanno evitati i ristagni. Altre condizione da evitare è quella derivante da una irrigazione irregolare, cioè terreno alternativamente arido e troppo bagnato. In queste condizioni le piante tendono a prefiorire, i pomodori si ammalano di marciume apicale.

O come...Ortaggi originali. La presenza di alcuni ortaggi insoliti rende l'orto una vera attrazione
 

L come...Luna

Quanti dibattiti sugli effetti della luna sulle coltivazioni! Possiamo stabilire due punti fermi.

Scientificamente, si comincia a riconoscere che l’effetto marea, così evidente sulle grandi masse di acqua, ha effetto anche sulle piccole masse, quindi anche sulla linfa e sulla umidità delle piante. Quanto all’effetto sui semi, è noto che la luce luinare presenta una forte componente rossa, che riesce a penetrare anche nel terreno.

Nella pratica, finché si continua a violentare le piante con concimazioni sproporzionate, ormonaggi e interventi chimici di ogni tipo, non basterebbero cento lune per realizzare effetti visibili: queste piante sono sicuramente insensibili all’azione della luna.

 

M come...Macerato

I macerati si ottengono mettendo delle particolari erbe in acqua fredda, dove vanno lasciati per due giorni almeno. In orticoltura i macerati più usati sono quello di ortica, ottimo come antiparassitario, e quello di Coda di cavallo che è ottimo anche come anticrittogamico, cioè nella lotta alle muffe  e malattie fungine.

P come...Potatura. Per una buona produzione eliminate sempre i getti in eccesso e quelli disordinati, che impediscono un transito agevole tra le file
 

N come...Nematodi

Sono dei minuscoli vermi, praticamente invisibili, che vivono nel terreno. Alcuni possono aggredire le radici degli ortaggi causando gravi patologie, come la crescita stentata della pianta. Altri invece aggrediscono i parassiti e vengono appositamente iniettati nel terreno.

 

O come...Organico (fertilizzante)

Il fertilizzante organico è quello di origine biologica, come tipicamente sono le deiezioni degli animali. Si contrappone al fertilizzante chimico che viene prodotto con procedimenti industriali. Il miglior fertilizzante organico è il letame bovino, che però è sempre più difficile da reperire. Si può sostituire con lo stallatico pellettato. Tra i fertilizzanti organici ricordiamo anche il compost, il guano, il sangue di bue e il cornunghia.

A come...Aromatiche. Le aromatiche impreziosiscono l'orto di profumi e tengono lontani i parassiti. Nella figura l'acetosa, che non è una vera e propria aromatica ma si usa in piccole dosi per insaporire le insalate
 

P come...Progetto

Prima di iniziare un orto conviene progettarlo razionalmente, tenendo conto di alcune condizioni indispensabili, due assolutamente importanti: la presenza di acqua e di luce. Ci deve esser e la possibilità di attingere acqua per l’irrigazione, e l’esposizione deve essere quanto più assolata, cioè lontana da muri, alberi e altri ostacoli ombreggianti.

L’orto deve prevedere possibilmente un piccolo capanno per il ricovero degli attrezzi, una piccola pergola per il riposo dell’orticoltore, un viale principale dove sia possibile far transitare almeno una carriola e vialetti tra tutte le aiuole. Queste devono esser orientate da est a ovest, per favorire il passaggio del sole tra tutte le file.

T come...Tutoraggio. Sostenete sempre le piante con dei paletti (vanno benissimo le canne raccolte in autunno)
 

Q come...Qualità e Quantità

Non esagerare con le concimazioni per ottenere una maggiore quantità di prodotto. L’eccessivo azoto resta nelle foglie e passa all’organismo. Alcuni nutrienti chimici, se presenti in quantità  eccessiva, inibiscono l’assorbimento degli altri da parte delle radici.

Le piante vanno potate, se necessario, per ottenere frutti di buona pezzatura. Un melone non potato produrrà decine di meloncini da pochi grammi, mentre una pianta su cui si lasceranno i due o tre frutti migliori li faranno crescere fino al loro peso naturale.  

 

R come...Rotazione

La rotazione è necessaria perché un tipo di ortaggio, coltivato per più anni ripetutamente sulla stessa parcella di terreno, si ammala e produce sempre di meno. Una buona rotazione deve durare almeno tre anni, cioè, dopo aver coltivato un ortaggio (per esempio le patate) su un terreno, per altri due anni non vi si dovrebbero coltivare né patate né ortaggi della stessa famiglia (nel caso, pomodori, peperoni e melanzane). Così tra angurie, meloni, cetrioli e zucche, e tra fagioli, piselli e fave. Se una concimazione abbondante può ovviare al calo di produzione, non riesce però a contrastare la diffusione di malattie che è particolarmente grave nel caso delle crucifere (cavoli di ogni tipo e rape)

R come...Rotazione. Non seminate per più anni consecutivamente né le patate né nessun altro ortaggio sulla stessa parcella di orto
 

S come...Semi

E’ possibile ricavare le semi dal proprio orto ma nin per troppi anni consecutivi per non favorire malattie. Seminando un ortaggio, è preferibile utilizzare due varietà di semi. Occorre ricordare che i semi ibridi (contrassegnati dalla sigla F1) danno origine a piante più resistenti e produttive, ma i loro semi sono sterili o comunque non corrispondono alla pianta madre. Infine, ricordate che i semi hanno una scadenza, che va da due a dieci anni circa secondo le varietà. Non conservateli troppo a lungo, e soprattutto teneteli al buio e all’asciutto.

 

T come...Tutoraggio

Gli ortaggi che tendono a crescere in altezza vanno sostenuti con appositi paletti, detti tutori, oppure con resti plastiche o altri sostegni. Così specialmente pomodori, piselli e fagioli rampicanti, peperoni, e tutti gli ortaggi che tendono a superare l’altezza di un metro. Anche per quelli che tenderebbero a strisciare sul terreno come cetrioli e zucche è utile predisporre delle reti su cui andranno aiutati ad arrampicarsi, fatte salve le zucche più pesanti.

V come...Vasi. Tutti gli ortaggi possono essere coltivati con profitto nei vasi, se volete utilizzare a orto qualche zona lastricata
 

U come...Utensili

Pe runa buona coltivazione dell’orto non sono necessari molti utensili. Per cominciare bastano una vanga, una zappa, un rastrello e, se l’orto ha una certa dimensione, una carriola. Molto utile anche un innaffiatoio o un tubo di gomma per l’acqua.

 

V come...Vangatura

Almeno una volta all’anno, preferibilmente nel periodo di riposo, è utile fare una vangatura dell’orto, cioè rovesciare le zolle fino a 25-30 cm di profondità. Questo consente di interrare profondamente i semi delle infestanti, senza che abbiano la possibilità si germinare, e portare in superficie eventuali larve terricole per esporle agli uccelli insettivori.

B come...Basilico. Anche il basilico va seminato in vivaio e successivamente trasferito in campo quando la temperatura è già stabilizzata e non si temono freddi
 

Z come...Zolfo e microelementi

Lo zolfo, assieme a ferro, boro, manganese, calcio, e molti altri, è un microelemento. La nutrizione delle piante ha bisogno di tre macreoelementi (azoto, fosforo, potassio)  che devonbo essere presenti in quantità misurabile. Viceversa, dei microelementi bastano delle tracce nel terreno, ma la loro assenza pregiudica comunque la produzione. Pensate alle foglie ingiallite dovute alla carenza di ferro. Un apporto equilibrato di microelementi veniva assicurato dalle concimazioni con letame animale. Se usate concimi chimici per l’orto preferite quelli addizionati con microelementi: solitamente sono quelli con granelli blu, ma controllate sulla confezione. Costano un poco di più ma ne vale la pena.

P come... Piante insolite. Il rabarbaro è una di quelle piante a cui si pensa raramente, eppure abbellisce notevolmente l'orto
 
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QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA
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Combattere le cimici nell’orto

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Fare l’orto. Pomodori aggrediti dal Virus del cetriolo  
COLTIVARE POMODORI. PREPARARE LE PIANTINE IN CASA


 

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24/12/2012

TEST: ILMIO TERRENO E’ INFESTATO DAGLI INSETTI TERRICOLI?

TEST: ILMIO TERRENO E’ INFESTATO DAGLI INSETTI TERRICOLI?

Gli insetti terricoli sono difficili da scoprire, e spesso non sappiamo neppure che il nostro terreno ne è infestato. Ce ne accorgiamo quando riusciamo ad osservare i danni, cioè le foglie rose  e mangiucchiate da quelli che escono di notte per cibarsi della parte aerea delle piante. Altri preferiscono vivere sempre sottoterra ed i loro danni sono meno visibili, fino a che non diventano irrimediabili

Larve di insetti tipulidi (mosche)

 

E’ possibile, con alcuni accorgimenti elementari, monitorare il terreno del nostro orto o giardino per scoprire se vi si annidano nemici delle coltivazioni, e quanto sono numerosi. I semplici test proposti potrebbero riservare molte sorprese, e salvare da una fine impietosa le nostre coltivazioni. Poche disavventure sono demoralizzanti come la vista di una fila di insalate dove, giorni dopo giorno, le piante avvizziscono e crollano a terra una dopo l’altra.

Uno scarabeo. Le larve vivono nel terreno
 

Questo è uno dei casi in cui la soluzione è tra le  più semplici: basta scavare attorno all’ultima pianta crollata, o al fusto della successiva, per trovare una larva grassottella e vorace che va subito eliminata. Sarebbe importante, però, sapere prima quale fauna si aggira nel nostro terreno aspettando che le radici delle nostre piantine diventino abbastanza grosse e tenere da poter essere mangiate.

L'oziorrico è un coleottero curculionide
 

Esiste una grande varietà di insetti terricoli. Non è facile distinguerli, comunque ogni specie si presenta con caratteristiche tipiche. Le larve delle mosche (ditteri tipulidi)  sono cilindriche, priva di zampe e di colore scuro, con il capo piccolo e molto scuro, infossato nel torace; sono lunghe pochi millimetri.

Gli elateridi (ferretti) danneggiano anche i tuberi di patata
 

I coleotteri sono principalmente di due tipi.  Gli scarabeidi che hanno tre paia di zampe, sono di colore bianco con il capo sul marrone, la parte terminale è ingrossata e di colore grigio, solitamente si dispongono a formare una C.  Le larve dei curculionidi invece non hanno zampe, sono corte e grasse, con il capo arancione. Anche loro se toccate si arrotolano su se stesse e assumono la forma a C.

 Le larve o bruchi dei lepidotteri (farfalle) hanno tre paia di zampe vere e fiono a 5 paia di pseudo-zampe.

L'agrotide è un lepidottero
 

Come testare la presenza degli insetti terricoli

I coleotteri, che solitamente mangiano le radici, si monitorano prelevando vicino alle radici di una pianta una zolla di terreno di 15 cm di lato e altrettanti di profondità. Frantumando la zolla la presenza delle larve appare evidente a causa del loro colore e della relativa grandezza,

Larva e adulto di maggiolino
 

Gli insetti che escono dal terreno di notte per cibarsi della parte aerea delle piante possono essere rilevati e catturati disponendo dei contenitori di vetro, per esempio bicchieri, con parete interna liscia, interrati con il bordo a filo del piano di campagna.

Sul fondo del bicchiere mettete un liquido, come per esempio l’anticongelante per automobile che non evapora e si conserva a lungo.  La quantità di insetti caduti nella trappola è indice della presenza del terreno. Oltre uno o due insetti c’è una infestazione in atto.

Gli insetti che escono dal terreno di notte per cibarsi della parte aerea delle piante possono essere rilevati e catturati disponendo dei contenitori di vetro, per esempio bicchieri, con parete interna liscia, interrati con il bordo a filo del piano di campagna.

Sul fondo del bicchiere mettete un liquido, come per esempio l’anticongelante per automobile che non evapora e si conserva a lungo.  La quantità di insetti caduti nella trappola è indice della presenza del terreno. Oltre uno o due insetti c’è una infestazione in atto.

Larva di maggiolino
 

Un sistema più rapido consiste nel costringere gli insetti a emergere mentre stiamo osservando il terreno. In pratica, si prepara una soluzione irritante composta da mezzo bicchierino da caffè di detersivo liquido al limone per piatti sciolto in 5 litri di acqua: con questa soluzione innaffiate bene un quadrato di terra di 50 cm di lato circa. Nel giro di 10 minuti circa gli insetti, se ci sono, cominceranno ad emergere dal terreno. Questa soluzione al sapone è particolarmente efficace per grillotalpa, lepidotteri e coleotteri.  Per altri tipi di insetti, come per esempio le tipule, si può irrigare la stessa porzione di terreno con mezzo chilo di sale sciolto in tre litri di acqua. Il giorno successivo sarà opportuno dilavare abbondantemente l’area con acqua, per ridurre la concentrazione di sale che potrebbe essere dannosa per le piante circostanti.

Il grillotalpa è uno dei più temibili insetti terricoli
 
 
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21/10/2012

Orto d’inverno. Metodi semplici per riscaldare il terreno: fuliggine e fondi di caffè

Orto d'inverno. Semplici metodi per riscaldare il terreno

La coltivazione invernale dell’orto si scontra spesso con dei terreni troppo freddi per consentire la crescita regolare delle piantine. In questo post suggerisco degli stratagemmi semplici, tipici della tradizione, per riscaldare il terreno

Il terreno freddo è tale perché riceve poca luce solare, o comunque ne assorbe poca. Sulla quantità ricevuta possiamo agire in un solo modo, che consiste nel coltivare il nostro orto in una zona ben esposta al sole, evitando le parcelle di terreno poste sotto gli alberi o a ridosso dei muri di recinzione, e comunque ogni superficie che non riceva il sole per almeno mezza giornata abbondante.

Il terreno scuro assorbe il calore solare molto più del terreno chiaro
 

Detto ciò, dobbiamo osservare che non tutti i terreni assorbono la medesima quantità di luce (e quindi di calore). Pur essendo esposti allo stesso modo, alcuni si riscaldano di più, altri molto meno. La causa di questa diversità sta nel colore del terreno. I terreni scuri assorbono molta più radiazione solare, mentre invece quelli chiari tendono a respingerla: è ovvio che i terreni a colorazione chiara, come per esempio quelli sabbiosi, resteranno più freddi degli altri.

Un telo nero steso sul terreno qualche giorno prima della semina lo riscalda
 

Esistono alcune tecniche per  “scurire” il terreno. Una è indiretta: alcuni giorni prima della semina si copre l’area da seminare con del telo plastico nero. Questo attirerà molto calore che trasferirà al terreno sottostante. Ovviamente la pratica migliore è predisporre una pacciamatura in telo nero, cioè collocare il telo in modo permanente e poi praticare la semina o il trapianto in piccoli fori che si ricaveranno lungo il telo, alle distanze volute.

Lo spazzacamino, particolare da un vecchio francobollo svedese
 

Un altro metodo consiste nell’arricchire il terreno con sostanze annerenti. Da sempre i contadini hanno usato spargere sul terreno due prodotti di scarto della cucina, cioè la fuliggine dei camini ed i fondi di caffè.

La fuliggine o nerofumo è molto usata per il suo potere annerente. Il suo utilizzo principale è nel processo di produzione dei pneumatici , ma viene anche utilizzato come colorante nei toner, nonché nella produzione di cavi, elettrodi per saldatura inchiostri, carta carbone, ecc.

Sulla fuliggine dobbiamo dire che recentemente sono stati sollevati molti dubbi sulle sue proprietà inquinanti; ci si riferisce per lo più alla dispersione atmosferica di fuliggini provenienti dagli impianti industriali. Peraltro, le quantità prodotte da un caminetto domestico sono molto limitate.

I fondi di caffè hanno potere fertilizzante e scurente del terreno
 
 

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13/10/2012

Il pH, o acidità del terreno. La misurazione e gli effetti sulle coltivazioni

Il pH del terreno. Misurazione e effetti sulla coltivazione

Conoscere il pH del terreno è importante nella scelta degli ortaggi da coltivare. Da punto di vista fisico il terreno ideale è quello di medio impasto, sciolto; dal punto di vista chimico invece sono i valori del pH a indicarlo.

Il simbolo pH rappresenta la reazione chimica del terreno, cioè la misura della sua acidità o alcalinità espressa con una scala di valori da 0 a 14. I valori da 0 a 6,9 indicano un terreno acido, da 7,1 a 14 i terreni alcalini. Il valore medio, 7, è quello generalmente accettato da tutti gli ortaggi.

Misurazione del pH con un pHmetro e con una cartina reagente
 

Scala dei valori del pH

Terreni molto acidi

pH 3,5 – 5,00

Terreni acidi

pH 5,0 – 6,5

Terreni moderatamente acidi

pH 6,5 – 6,9

Terreni moderatamente alcalini

pH 7,1 – 7,5

Terreni alcalini

pH 7,5 – 8,5

Terreni molto alcalini

pH 8,5 - 10


Piante acidofile e calciofile

 

I terreni moderatamente acidi sono tollerati dalla maggioranza delle piante coltivate. Acidità nei valori 4,5 – 5 sono graditi alle piante acidofile dette anche calcifughe (patata, ortensia, camelia, ecc.).

Le piante dette calcio file amano un terreno alcalino (7,5-8). Sono: rapa, barbabietola, zinnia, ecc.

In genere gli ortaggi si adattano, ma può accadere di avere risultati inferiori alle aspettative.

Un pHmetro portatile
 

Come si misura il pH

 

Dati precisi si ottengono con attrezzatur professionali, ma un dato orientativo, più che sufficiente per un piccolo orto, si può ottenere con l’utilizzo di cartine indicatrici (per esempio la cartina di tornasole) oppure con piccoli misuratorti portatili, reperibili nei Garden Center più forniti.

Per procedere alla misura si mescolano alcuni cucchiaini di terreno,prelevati in diversi settori dell’orto, con acqua distillata  e si agitano per qualche minuto. Dopo un’ora circa, per consentire che la maggior parte della terra si depositi sul fonde del bicchiere, si immerge nella soluzione la cartina indicatrice oppure l’elettrodo del misuratore elettronico. Nel primo caso si verifica la colorazione assunta dalla cartina confrontandola con quella riportata sulla scatola, nel secondo caso si legge la misura sull’indicatore dello strumento.

Cartine reagenti
 

Il pH  influenza direttamente la disponibilità degli elementi nutritivi (cioè rende più o meno disponibili gli elementi forniti con le concimazioni) sicché può accadere che un elemento indispensabile alla pianta, pur presente in abbondanza nel terreno, non viene assorbito dalle radici.

In particolare la disponibilità dei microelementi viene influenzata.

INFLUENZA DEL pH SULL’ASSORBIMENTO DEI MICROELEMENTI

Microelemento

Influenza del pH

Fosforo

Insolubile con pH superiori a 7,5 e inferiori a 5

Ferro, Manganese, Zinco

Insolubili a pH superiori a 6,2 – 6,5 e manifestazione di clorosi

Manganese

Con pH molto acidi può raggiungere concentrazioni tossiche per le piante

Rame

Insolubile con pH superiore a 7,5

Boro

Solubilità scarsa sotto pH 5 e sopra 8,5

Molibdeno

Aumenta la sua solubilità all’aumento del pH. Con pH molto alto può diventare tossico

Potassio

Poco influenzato dal pH del terreno

Vita dei macrorganismi del terreno

Il pH da 6 a 8 è il più favorevole alla vita dei LOMBRICHI

 

Come correggere il pH
 

Per aumentare il pH dei terreni acidi si fanno degli interventi alcalinizzanti, detti anche “di calcinazione”. Si può interrare  calce viva o calce spenta; dolomite, carbonato di calcio. Devono essere trascorsi almeno due mesi dall’ultima letamazione e almeno un mese dall’ultima somministrazione di concimi chimici.

 

Per diminuire il pH dei terreni alcalini (trattamenti acidificanti) si possono interrare fiori di zolfo, solfato di ferro o torba.

Un pHmetro professionale
 
 

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