10/03/2012
Come fare una treccia di aglio o cipolla
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Gli steli di aglio e cipolla ingialliscono e si piegano naturalmente quando la pianta è pronta alla raccolta: a quel punto non è necessario attendere ancora. I bulbi possono essere estratti dal terreno per essere conservati in un luogo asciutto |
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Cipolla e aglio si estraggono dal terreno aiutandosi con le mani, o al massimo con una forca infilando i denti abbastanza lontani da non correre il rischio di bucare i bulbi. E’ preferibile fare la raccolta con il tempo asciutto, lasciando i bulbi qualche giorno sul terreno o comunque ben allargati all’aperto in modo che si asciughino; sarà anche utile rivoltarli almeno una volta al giorno. Questa asciugatura dovrà anche consentire il distacco di tutti i residui di terra, eventualmente scuoterli. |
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| La cipolla e l'aglio appena raccolti devono restare qualche giorno sulla terra o su un supporto al riparo per asciugare,. Al termine scuoterli o strofinarli con la mano per eliminare residui di terra e seccumi |
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Dopo questo periodo di asciugatura si ripuliscono eliminando i bulbi danneggiati e le parti non sane. Come consigliato dalla tradizione i bulbi si possono conservare per tutto l’inverno appesi in un luogo asciutto. Per comporre la treccia si può procedere come descritto qui sotto. |
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Appendere a un punto alto una corda o uno spago robusto lungo circa un metro e mezzo. Intrecciate sommariamente tra loro gli steli di 4 o 5 bulbi, e legateli al capo pendente della corda in modo che con il loro stesso peso la tengano ben tesa. |
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Prendete uno per volta gli altri bulbi, e arrotolate lo stelo due volte attorno allo spago facendo passare il capo sotto il giro, come a fare mezzo nodo. Stringete bene lasciando uno spazio tra la legatura e il bulbo, in modo che questo si collochi a circa 5 cm dalla corda, in modo da lasciare spazio anche per gli altri bulbi che aggiungerete. |
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Distribuite i bulbi circolarmente attorno alla corda in modo equilibrato, facendo sì che la treccia risulti bilanciata. Per prelevare i bulbi da usare in cucina cominciate dall’alto, eventualmente tagliando gli steli. La treccia può essere conservata al freddo e al buio ma non all’umidità o troppo alla luce, altrimenti i bulbi germogliano precocemente. |
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| BUON ORTO A TUTTI!!! | |||||||||||
16:45 Scritto da: coltivarelorto in Tecniche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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18/02/2012
Verificare la scadenza dei semi. Durata della germinabilità
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Ogni tanto capita che un amico ci regali una bustina di semi, dopo averla tenuta qualche anno in cantina senza utilizzarla. Dopo averla seminata pregustando la nascita di molte piantine per il nostro orto, ci accorgiamo che invece i semi non spuntano affatto |
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Seminare semi che non nascono avviene più frequentemente di quanto si creda; nella maggior parte dei casi attribuiamo l’insuccesso alla nostra incapacità. Diciamo subito che nella maggior parte dei casi non è così, perché i semi VOGLIONO germinare e nascere, e di solito lo fanno nonostante la nostra incapacità; a meno che li seminiamo a 50 cm di profondità, nel qual caso non ci sono proprio speranze. Le cause di insuccesso nelle germinazioni sono altre, ma sostanzialmente derivano da un unico peccato originale: in un modo o nell’altro, i semi sono scaduti, cioè sono già morti ancora prima che li affidiamo alla terra. C’è un mito che va sfatato, cioè che i semi siano immortali. Invece i semi hanno una durata di vita limitata a qualche anno, che si riduce ulteriormente se li conserviamo male, cioè all’umido o alla luce. I semi vanno conservati in un luogo assolutamente asciutto, ben chiusi nella loro confezione originale o in un contenitore di vetro. Inoltre devono stare al buio. In condizioni diverse luce e umidità mettono in moto il processo di germinazione che poi abortisce per mancanza di terra, acqua e nutrimento. |
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| Al momento di acquistare una bustinas di semi, verificare sempre la scadenza |
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Quando si apre una bustina accade quasi sempre che i semi contenuti siano eccessivi al bisogno, cioè che ne avanzino molti. La cosa più sbagliata da fare nelle semine è tirar fuori tutti i semi, manipolarli con le mani umide o sporche di terra e poi rimettere quelli avanzati nella bustina che riponiamo chiudendola sommariamente. Quei semi non arriveranno mai vivi all’anno successivo, e comunque più della metà morirà. Per prelevare i semi occorre aprire la bustina con le mani ben asciutte, e far cadere i semi senza toccarli in un piccolo recipiente come il coperchio di un barattolo. Prelevate solo i semi che ragionevolmente sembrano bastare, non di più. Dopo aver completato la semina non rimettete quelli avanzati nella bustina, semmai disponeteli in sovrappiù nel luogo di semina: alla nascita di farà un diradamento lasciando solo le piantine migliori. |
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| I semi di bieta a coste durano un anno |
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Chiudete poi la bustina (eventualmente sia la bustina interna che quella esterna) sigillando bene con dello scotch, e mettetela in un barattolo di vetro. Conservatela poi al buio in un posto asciutto: in questo modo i semi dureranno alcuni anni. Nella tabella qui sotto riporto la durata germinativa di alcuni semi, cioè per quanti anni potranno essere usati con la ragionevole certezza che almeno il 90% germinerà. Per completezza indico anche il numero di semi per grammo.
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Occhio alla scadenza quando comprate i semi Sapere che i semi di carote hanno una durata germinativa di 2-3 anni avrebbe poco senso se, comprandone una bustina, non sapessimo QUANDO sono stati imbustati. Per questo la legge prevede che la data di imbusta mento e quella di scadenza siano riportate sulle bustine. Purtroppo, e molto frequentemente, gli acquirenti non sanno che i semi scadono, e non verificano questo dettaglio. Peraltro spesso questi dati sono riportati in maniera non chiarissima, per esempio sono battuti a pressione invece di essere stampati. Così accade che su certi espositori si trovino bustine scadute da qualche anno. Nella figura sottostante riporto alcune indicazioni riprese da bustine normalmente reperibili. Il dato sull’imbustamento viene indicato come “chiusa nella campagna…” dove i due numeri rappresentano gli anni. Per noi che siamo all’inizio del 2012, la scritta migliore sarebbe “Chiusa nella campagna 2010-2011” |
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| Alcuni esempi delle diciture presenti sulle bustine di semi |
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| BUON ORTO A TUTTI!!! | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
15:18 Scritto da: coltivarelorto in Semine | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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16/02/2012
FARE IL COMPOST. COMPOSTIERA O CUMULO ALL’APERTO?
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Entrambe i metodi presentano vantaggi e svantaggi. In questo post cerchiamo di valutarli tutti per favorire la scelta più adatta |
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Il compostaggio domestico è un processo naturale, che ha l’obiettivo di trasformare i rifiuti della cucina, dell’orto e del giardino in un materiale utilissimo detto compost. Nella pratica, si affidano i rifiuti all’opera dei batteri decompositori che operano questa trasformazione. Si tratta di accumulare in uno spazio idoneo i rifiuti con alcuni accorgimenti che li rendano appetibili ed attaccabili da questi batteri. Per fare ciò bisogna fare in modo che i rifiuti siano accumulati in modo opportuno, tale che siano possibili la loro ossigenazione, il mantenimento della giusta umidità e lo sviluppo di un calore interno al cuneo di 50 °C circa nella prima fase del processo. |
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| La compostiera è un contenitore, generalmente in plastica, dotato di una apertura per l'introduzione del materiale fresco in alto ed un'altra per l'estrazione del compost maturo in basso. |
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Pregi e difetti del cumulo all’aperto Richiede più spazio rispetto alla compostiera, che ha delle pareti le quali evidentemente contengono il materiale. Però questa soluzione ha un costo pari a zero. Dal punto di vista dello sviluppo del calore interno presenta una maggiore criticità che può venire risolta dimensionando il cumulo in maniera adeguata. La dimensione ottimale è di un metro cubo. D’inverno il cumulo andrebbe coperto con un telo, sia per favorire la temperatura interna sia per proteggerlo dalla pioggia.
Dal punto di vista estetico il cumulo presenta qualche problema, rimanendo visibile in ogni momento. Il cumulo all’aperto però è molto più pratico sia per il rivoltamento periodico, sia per il prelievo del compost maturo. |
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| Una compostiera può essere autocostruita con poca spesa e senza una grande manualità |
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Pregi e difetti della compostiera Si può collocare anche in spazi ristretti. Richiede un investimento per l’acquisto, ma può anche essere auto costruita con un costo minimo. Le pareti della compostiera favoriscono il raggiungimento e la conservazione della temperatura esterna. Essendo dotata di coperchio, la compostiera protegge efficacemente il cumulo dalla pioggia. Esteticamente le compostiera espone meno il cumulo di rifiuti alla vista. La compostiera ha lo svantaggio di rendere piuttosto problematiche alcune operazioni, come il rivoltamento ed il prelievo del compost maturo. |
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| L'ortica è ottima per essere aggiunta alla compostiera. |
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Per concludere Se si dispone di un piccolo giardino, la compostiera può essere la soluzione migliore. Se invece il giardino è grande allora si può ricorrere al cumulo, situandolo in un luogo meno frequentato del giardino. In effetti in un giardino grandeuna compostiera non basterebbe. Una soluzione possibile è quella di creare una batteria di più compostiere una accanto all’altra ottenute, per esempio, utilizzando dei pallets: 4 disposti a formare un recinto quadrato, e il quinto come coperchio. Si può anche creare un cumulo con una sezione triangolare (1,50 mt alla base x 1,00 circa di altezza). Questo cumulo potrebbe allungarsi a piacere, mantenendo nella sezione un volume di un metro cubo circa. Si aggiungerebbe il materiale fresco da un lato, e si preleverebbe il compost maturo dall’altro. |
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| Se il materiale da compostare è molto si può creare una batteria di compostiere. La possibilità di aprirle anteriormente facilita i rivoltamenti e i prelievi |
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| BUON ORTO A TUTTI!!! | ||||||
14:13 Scritto da: coltivarelorto in Compostaggio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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FARE IL COMPOST. COME EVITARE LA PUTREFAZIONE
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Una difficoltà che molti mi segnalano, quando decidono di dedicarsi al compostaggio domestico, è che i rifiuti messi nella compostiera vanno in putrefazione, emanano odori nauseanti e attraggono mosche e moscerini (per non dire dei topi). |
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Fare il compost non è difficile, dobbiamo semplicemente imitare la natura. Immaginiamo un bosco: ai piedi degli alberi, in autunno, si accumulano tonnellate e tonnellate, metri cubi e metri cubi di foglie secche. Eppure, passeggiando nello stesso bosco non percepiamo nessun odore di putrefazione. Ci basta smuovere la superficie del suolo per vedere che, pochi centimetri più sotto, non troviamo più foglie ma un terriccio scuro, che emana un odore gradevole a chi ama immergersi nella natura. E’ l’odore della vita che si rigenera: quel terriccio contiene tutte le proprietà positive delle foglie decomposte, e non putrefatte. Quel terriccio lo possiamo chiamare compost. Le foglie originarie sono state ridotte ai loro componenti elementari. Acqua e anidride carbonica sono tornate nell’atmosfera, la parte rimanente ricrea la fertilità del suolo: le foglie morte sono rientrate nel ciclo eterno della vita. Tutta la ricchezza che le piante avevano sottratta al suolo, non va distrutta ma ritorna nuovamente al suolo. |
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| Tutti gli scarti dell'orto e del giardino, come quelli della cucina, possono essere compostati. |
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Nella nostra realtà quotidiana invece non accade questo. Coltiviamo l’insalata, la mangiamo, e tutti gli scarti non tornano al suolo ma vanno in discarica dove marciscono o vengono bruciati. Non ne ricaviamo nuove energie per la vita, ma odori molesti, inquinamento ambientale e fumi tossici. Inoltre i nostri suoli si impoveriscono sempre più e dobbiamo gonfiarli di fertilizzanti chimici. Il compostaggio domestico consiste nel ricreare in piccolo il processo della natura: non putrefazione, bensì decomposizione controllata e trasformazione dei rifiuti in compost. |
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| Una compostiera può essere facilmente autocostruita utilizzando della rete metallica. |
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Il controllo di questo processo non è difficile. In questo post voglio suggerire alcuni principi e alcuni accorgimenti che evitino la putrefazione dei nostri rifiuti. Chiameremo “cumulo” la massa dei rifiuti sottoposta a compostaggio, sia che la inseriate in una compostiera sia che la accumuliate sul terreno. Il cumulo può essere composto sia da rifiuti della cucina, sia da quelli dell’orto e del giardino, o da altro materiale purché sia biodegradabile. In effetti ci sono due tipi di rifiuti: quelli verdi, che apportano azoto, e quelli secchi, che apportano carbonio. Tipicamente i rifiuti verdi sono, per esempio: gli scarti della cucina, gli sfalci d’erba del prato, le cimature e potature di ortaggi e fiori freschi. Invece i rifiuti secchi sono, per esempio: foglie secche, potatura di rami, carta di giornale, cartone, segatura, erba e fiori secchi, terra asciutta, compost già maturo, ecc. Fatta questa premessa, possiamo dire che il grande segreto per evitare la putrefazione è composto di tre parti. |
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| Il materiale aggiunto alla compostiera deve essere giustamente proporzionato tra materiale secco e materiale verde |
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Primo: giusta miscela Nell’apportare rifiuti al cumulo bisogna curare la giusta miscelazione secco/verde, cioè il giusto rapporto carbonio/azoto. Questo rapporto non è rigido, ma possiamo considerarlo mediamente uguale, in termini volumetrici, a 50/50. Cioè, aggiungendo rifiuti al cumulo, dobbiamo fare in modo che ogni strato di 15-20 cm sia composto per metà da rifiuti secchi e per l’alta metà da rifiuti verdi. Più semplicemente: se tagliate l’erba del prato e mettete nella compostiera uno strato di 15 cm di sfalcio quello non composta ma marcisce. Se raccogliete qualche carriolata di foglie secche e le mettete tutte assieme nel cumulo quelle non compostano ma ammuffiscono perché i batteri decompositori, in mancanza di azoto, fanno fatica ad attaccarle. |
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| E' sempre utile coprire i rifiuti della cucina con un legegro strato di terra per non favorire la proliferazione di moscerini e topi |
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Secondo: giusta ossigenazione Il materiale aggiunto al cumulo deve essere miscelato anche perché la diversa composizione facilita la porosità interna del cumulo, quindi la circolazione di ossigeno. Senza ossigeno i batteri che operano il compostaggio muoiono e si sviluppano altri batteri detti anaerobi, i quali avviano la putrefazione. Terzo: giusta umidità La giusta miscelazione aiuta anche a mantenere nel cumulo la giusta umidità. Un cumulo troppo asciutto impiega anni anziché mesi a compostare, e comunque non svuluppa un calore sufficiente alla sua igienizzazione. Viceversa un cumulo troppo bagnato ha le porosità interne sature di acqua anziché di ossigeno ed uccide i batteri aerobi, operatori del compostaggio. Attenzione ai rifiuti della cucina Sono quelli che, per le loro caratteristiche, attirano maggiormente insetti e altri animali, quindi vanno curati in modo particolare. Quelli più ricchi di proteine (carne, pesce, formaggi, latticini) vanno sminuzzati prima di essere aggiunti al cumulo. Soprattutto, vanno miscelati con materiale secco o comunque subito coperti con una palata di terra o di compost maturo. Solo così si trasformeranno in un prezioso concime per il nostro orto. |
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| La miscelazione dei rifiuti porta ad uno svolgimento corretto del processo di compostaggio |
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| BUON ORTO A TUTTI!!! | ||||||
12:38 Scritto da: coltivarelorto in Compostaggio | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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05/12/2011
Seminare l’indivia capellina
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La capellina è un tipo di indivia riccia, che può essere seminata come tutte le indivie da marzio a ottobre e anche oltre nelle zone più calde. I semi sono molto fini come tutti quelli delle insalate, quindi va seminata a spaglio in file o in aiuole e poi diradata quando le piantine sono alte almeno 2 cm. |
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Ben pochi ormai seminano le in salate direttamente in terra, e ogni hobbysta sa che la semina in vivaio, in vasetti singoli, consente di realizzare numerosi vantaggi tra i quali ricordo: |
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| Diradare le piantine nei vasetti lasciando slo la migliore. Quando sono alte almeno 7-10 cm le piantine si possono trapiantare |
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Penso che tutti questi motivi siano sufficienti ad indurci a pre-coltivare le piantine in vivaio, in vasetti singoli, da trapiantare quando avranno raggiunto l’altezza di 7-10 cm circa. I vasetti per la semina possono essere contenitori di ogni tipo. In commercio si trovano contenitori degradabili di torba pressata, o vaschette alveolari da 10-20 posti anche di plastica o di polistirolo. Molti hobbysti preferiscono risparmiare usando i bicchierini di plastica da caffè, come faccio anche io in questo post Di qualunque tipo siano i contenitori che usiamo, vanno riempiti di terriccio moderatamente pressato fino a 1 cm circa dal bordo. Si può usare il terriccio da giardino integrale oppure miscelato al 50% con terra normale, se questa non è eccessivamente sabbiosa; in tal caso ridurre la percentuale altrimenti i vasetti farebbero fatica a mantenere l’umidità necessaria allo sviluppo dei semi. Sul terriccio pressato depositate un pizzico di semente, (diciamo dai 5 ai 10 semi) per essere sicuri che almeno qualcuno germini. Le eventuali piantine nate in sovrappiù verranno eliminate più avanti. |
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| Deporre da 5 a 10 semi in ogni contenitore |
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Ora ricoprite i semi con un paio di millimetri di terriccio, e pressate bene in modo che tutti i semi risultino sotterrati a una profondità non eccessiva. La profondità esatta dovrebbe aggirarsi attorno al millimetro. Per pressare correttamente il terriccio che copre i semi non pressate con le dita, ma con un altro bicchierino riempito di terra normale o con un altro attrezzo tondo del diametro piùo meno simile a quello dell’imboccatura del bicchierino. La prima innaffiatura dovrà essere abbondante ma leggerissima, per evitare che l’acqua cadendo scalzi i semi dalla legger copertura e li porti in superficie. Quindi innaffiate usando uno spruzzatore in gradi di polverizzare l’acqua; i vasi non dovranno essere investiti da getti di acqua ma da goccioline il più fine possibile. Non esponete i vasi al sole, perché se la crosta superficiale secca troppo i semi muoiono. Fino a quando non saranno emerse le piantine è preferibile tenere coperti i vasetti anche con un telo plastico, trasparente o nero non importa; dopo la nascita però potete continuare a coprire ancora qualche giorno ma con telo trasparente. Se il clima volge al freddo coprite sempre di notte. Innaffiate ogni volta che è necessario per mantenere il terreno appena umido: normalmente, una volta al giorno. |
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| Coprire i semi con 1 o 2 mm di terra, pressate, innaffiate nebulizzando e marcate il contenitore con un cartellino che indichi il tipo di semina e la data. L'emersione delle piantine richiede dai 7 ai 15 giorni. |
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DIRADAMENTO Quando le piantine più alte avranno raggiunto una altezza minima di due centimetri eseguite il diradamento lasciando ogni vasetto due sole piantine, le più belle. Dopo un’altra settimana circa completerete il diradamento lasciando una sola piantina per ogni vasetto
CONCIMAZIONE Le piantine piccole possono essere concimate ma con grande prudenza. Potete usare nel vostro vivaio i fertilizzanti liquidi azotati (sangue dui bue, guano, ecc.) però nella diluizione usate solo un terzo della dose indicata. (se la dose è di un tappo ogni due litri, usate un tappo per sei litri o il 30% di un tappo per due litri), In questo modo potete fertilizzare ogni sette giorni circa.
TRAPIANTO Al momento del trapianto, per facilitare l’estrazione del pane di terra intero dal bicchierino, non innaffiate per un paio di giorni. Trapiantate le piantine sotterrandole esattamente fino al colletto così come erano nel vasetto: il colletto della piantina non va sotterrato né lasciato troppo sporgente. Comunque al momento del trapianto create con le nocche un piccolo avvallamento di un centimetro, che servirà per la innaffiatura localizzata delle piantine i primi tempi della loro permanenza in terra, finché le radici non si saranno ambientate e cominceranno a correre. Subito dopo il trapianto è sempre necessario innaffiare abbondantemente. |
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| La capellina è una indivia che può essere consumata anche cruda, contrariamente alla maggior parte delle indivie che necessitano della cottura preventiva. | ||||||
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| BUON ORTO A TUTTI!!! | ||||||
17:51 Scritto da: coltivarelorto in Semine | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: coltivare_l’orto, fare_un_orto, indivia, indivia_riccia, indivia_capellina, seminare_insalata, orto_vivaio | OKNOtizie |
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